Direzione Pd, Geloni: ''Marchionne, quel nuovo Nazareno fra Renzi e Berlusconi...''

07 luglio 2017 ore 14:47, Stefano Ursi
Alleanze, futuro del partito, scelte in tema europeo: questi e altri i grandi temi al centro della direzione di ieri del Partito Democratico, in cui si sono contrapposte le diverse visioni degli esponenti di spicco che ne animano il dibattito interno. Chi pensa ad un'alleanza con i nuovi soggetti nati a sinistra e chi, invece, di alleanze non vuol sentir parlare. Su questo, in vista di quella che sarà l'anno prossimo ormai pare di capire la scadenza elettorale, si decideranno molte variabili del Partito Democratico e del centrosinistra. Mentre dall'altra parte della barricata rimbombano le parole di Silvio Berlusconi a Il Tempo e Libero, in cui dice di puntare su Sergio Marchionne come possibile candidato premier del centrodestra. Su questi temi IntelligoNews ha sentito Chiara Geloni, direttrice del sito web di 'Articolo Uno – Movimento democratico e progressista', che analizza così quanto emerso dalla direzione: ''Niente di nuovo, il copione è quello che conosco molto bene. Il solito. Non si guardano in faccia i problemi, si rivendicano con una retorica anche discutibile solo i successi. Ci sono le premesse per un asse critico che potrebbe consolidarsi in futuro – dice – ma se ci saranno i rapporti di forza che lo rendano possibile. Per ora, come si vede, non c'è storia ''.

Direzione Pd, Geloni: ''Marchionne, quel nuovo Nazareno fra Renzi e Berlusconi...''
Chiara Geloni
Che impressione ha tratto dalla direzione Pd di ieri?

''Niente di nuovo, il copione è quello che conosco molto bene. Il solito. Non si guardano in faccia i problemi, si rivendicano con una retorica anche discutibile solo i successi; se poi qualcuno si alza, ed evidentemente non erano solo i gufi che c'erano prima e che sono andati via, perché vede qualcosa che non va viene respinto con perdite perché alla fine si mette i voti una mozione che dice che il segretario ha ragione e si va avanti così. L'arroganza di Renzi la conosciamo, nella replica diciamo che ne ha dato un'ottima prova: tutto secondo copione consolidato''.

Sulle alleanze secondo lei è rottura fra Renzi e Franceschini? E se sì esiste un asse Franceschini-Orlando?

''Franceschini ha votato a favore della relazione di Renzi. Diciamo che ci sono le premesse per un asse critico che potrebbe consolidarsi in futuro, ma se ci saranno i rapporti di forza che lo rendano possibile. Per ora, come si vede, non c'è storia. Può darsi che qualcosa cambi nei gruppi parlamentari, ma in direzione c'è poco da fare asse. I numeri di Renzi sono poco discutibili''.

Stamane abbiamo letto che Berlusconi vede bene Marchionne come candidato premier del centrodestra. In molti si chiedono se il fatto che Renzi rifiuti di fare alleanze a sinistra si possa pensare anche nel senso di un possibile percorso comune. Una sorta di nuovo Nazareno

''Guardi, ieri l'unica cosa politica, fuori da quelle già sentite, che Renzi ha detto nella sua relazione è che Berlusconi deve scegliere se stare con i populisti o con il PPE; nel momento in cui rifiuta quasi con fastidio le alleanze di centrosinistra, Renzi pare rivolgersi a Berlusconi per chiedergli di decidere da che parte stare, ipotizzando che una scelta del leader di FI possa essere quella di stare con lui contro i populisti. Evidentemente Renzi ritiene di non essere un populista. Se vogliamo rimanere in questo ambito concettuale, noi è da anni che assistiamo all'esistenza di un asse fra Renzi e Berlusconi. Forse Renzi è tentato di investirci ancora''.

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autore / Stefano Ursi
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