Culle vuote, Borghi: "Vi spiego come hanno bloccato una mia proposta per la famiglia"

07 marzo 2017 ore 12:55, Andrea Barcariol
"Attualmente il primo anticoncezionale è la disoccupazione". Questo, in sintesi, il pensiero di Claudio Borghi, economista ed esponente della Lega Nord, intervistato da Intelligonews, in riferimento ai dati dell'Istat dai quali emerge un crollo delle nascite.

Quanto ha inciso la mancanza di politiche per la famiglia su questo pesante calo delle nascite?

“E' evidente che con un tasso di natalità del genere la popolazione va a morire, se da due persone mediamente nasce un figlio non ci vuole un genio a capire le conseguenze. Al momento la mancata natalità è compensata anche dalla maggior longevità ma i nodi verranno al pettine. E' un problema clamoroso, dovrebbe essere la base di qualsiasi tipo di politica. La soluzione non può essere una cosa assurda come la sostituzione etnica: visto che non facciamo figli facciamo arrivare tutti dal resto del mondo".

Culle vuote, Borghi: 'Vi spiego come hanno bloccato una mia proposta per la famiglia'
Altri Paesi, come la Francia, hanno adottato una serie di politiche per aumentare gli aiuti alle famiglie con figli incentivando anche le donne a non lasciare il proprio lavoro.


In altri Paesi vediamo che ci sono politiche serie per la natalità, evidentemente si può farlo ma non si vuole perché le politiche per la natalità richiedono fondi. Attualmente il primo anticoncezionale è la disoccupazione. Io sono consigliere (regionale ndr) in Toscana, il primo disegno di legge che ho mandato avanti è stato un consistente bonus per famiglie numerose: a ogni famiglia oltre il terzo figlio spettavano 10mila euro, ma è stato bloccato da tutte le parti, ed è ancora lì che si rimpalla tra le varie commissioni regionali. Il motivo è semplice, nell'articolato di legge c'era scritto che doveva essere riservato ai cittadini italiani, questo ha subito creato polemiche. Eppure sarebbe costato poco, considerando il numero di famiglie che arrivano a tre figli, tra l'altro il problema demografico in questo momento riguarda gli italiani, non mi risulta che ci siano da incentivare le nascite nelle famiglie dei  migranti".

Non pensa che, anche a livello mediatico, ci sia grande attenzione per i temi della non vita rispetto a quelli della vita?

“E' evidente, io partecipo ad assemblee e conferenze proprio per questo, mi sembra che si tratti di un problema grave e non di serie b. Secondo me è una questione fondamentale".

 A livello economico cosa si potrebbe fare?

“Ad esempio il fatto di aver allargato la pensione di reversibilità alle coppie delle unioni civili è una cosa che va contro un beneficio che era stato ideato esclusivamente come aiuto alla natalità, perché consentiva alla madre di rimanere a casa ad accudire i figli senza avere il problema di dover perdere i contributi. Se da adesso in avanti, senza togliere nulla a chi ha già fatto una vita assieme, la pensione di reversibilità fosse garantita solo alle coppie che fanno figli si potrebbe risolvere il problema. Sarebbe un incentivo forte".


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