Merkel vuole alzare i tassi, Borghi (Ln): "Italia sempre ko. Draghi sbaglia e ha i giorni contati"

07 settembre 2017 ore 13:52, Americo Mascarucci
Tassi a zero fino al 2018, sarebbe questa la strategia che il Governatore della Banca Centrale Europea Mario Draghi intenderebbe portare avanti, non trovando però molto d'accordo la Germania che starebbe facendo pressioni per un rialzo. Chi vincerà la sfida? E soprattutto quali conseguenze ci saranno per l'Italia nel caso di tassi a zero o rialzati? Intelligonews lo ha chiesto all'economista della Lega Nord Claudio Borghi.
Merkel vuole alzare i tassi, Borghi (Ln): 'Italia sempre ko. Draghi sbaglia e ha i giorni contati'

Tassi a zero come vuole Draghi o rialzati come chiede la Germania? Chi vincerà la sfida?

"Il problema non è in chi vince o in chi perde, sta nella simmetria dell'economia europea. Alzare i tassi serve da freno quando l'economia sta crescendo troppo e l'eccessiva economia può creare dei problemi. Quando ci sono eccessi di crescita, lo Stato interviene con il rialzo dei tassi per rendere la crescita più sostenibile ed impedire ad esempio che si facciano eccessivi investimenti che potrebbero non andare a buon fine, con tutte le conseguenze negative per il pagamento dei mutui e quant'altro. Il problema è che in Italia non sta affatto avvenendo questo, non c'è nessun eccesso di crescita. Non è accettabile che la Bce applichi un tasso di interesse uguale per tutta l'Europa nel momento in cui ci sono paesi come l'Olanda ad esempio che crescono del 4% a fronte di altri che invece sono lontanissimi dal recuperare ciò che hanno perso in tanti anni di crisi. Quindi se freno ci dev'essere, deve esserci per tutti e in maniera proporzionata alla crescita. Se un Paese stava crescendo aiutato dall'euro del 5%, ci può stare che con un freno lo si porti ad un più ragionevole 3%; ma se un paese sta crescendo dell'1% frenarlo con lo stesso 2% significherebbe mandarlo in recessione . Il fatto è che Draghi si trova a fine mandato e non ha nessun interesse ad essere ricordato come colui che manda tutto a ramengo. Ha tutto l'interesse a restare nella storia come colui che ha salvato l'euro, che ha svolto i suoi compiti senza fare troppi disastri. Bisognerebbe chiedere ai greci o ai disoccupati italiani se è davvero così".

C'è un assalto tedesco nei confronti di Draghi?

"L'andazzo mi sembra chiaro. I tedeschi vedono un paese che cresce, ma contemporaneamente hanno grandi risparmi e grandi investimenti da cui prendono zero interessi. Hanno tutte pensioni complementari che non gli rendono, quindi hanno interesse a portare tassi vivi. Diciamo che stanno mostrando la lama del pugnale in previsione della sostituzione di Draghi alla guida della Bce con il presidente della Deutsche Bundesbank Jens Weidmann".

Intanto in Italia divampa la polemica. Sembra che per far fronte all'emergenza alloggiativa a Roma si stia pensando di utilizzare gli immobili sfitti. Che deve fare quindi un proprietario? Affrettarsi ad affittare anche a costi risibili pur di non farselo occupare?

"L'emergenza abitativa c'è sempre stata in Italia con file di italiani fuori gli uffici per avere la casa popolare. Ci si pone oggi il problema perché ci sono gli immigrati e improvvisamente si cercano le soluzioni. Questo è oltraggioso nei confronti del popolo italiano. Se pensassi di avere un'emergenza abitativa causata anche dall'aumento della disoccupazione, la prima cosa da fare sarebbe costruire nuove case popolari. In questo modo oltre ad ampliare l'offerta degli alloggi, rimetterei anche in piedi l'economia impiegando la gente nei cantieri. Invece no, si pensa ad espropriare le case dei privati per vederle occupate, non da italiani, ma nella maggior parte dei casi da clandestini. Tutto questo è aberrante tenendo conto poi che nelle graduatori per gli alloggi popolari gli immigrati sono quasi sempre in testa agli italiani".

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