Sanremo 2017, Meluzzi: "Lgbt hanno vinto. Leotta e invidiose: stesso circo mediatico"

08 febbraio 2017 ore 13:30, Adriano Scianca
"Oggi non verrebbe perdonato qualcuno che salisse sul palco dell'Ariston e dicesse di essere esclusivamente eterosessuale". Lo afferma lo psichiatra Alessandro Meluzzi, che a IntelligoNews spiega: "L'esibizione dei buoni è uno dei meccanismi rassicuranti di Sanremo".

Sanremo 2017, Meluzzi: 'Lgbt hanno vinto. Leotta e invidiose: stesso circo mediatico'

Sanremo è davvero la biografia della nazione?

«È un evento nazionalpopolare che si alimenta da sé. C'è un effetto durata: dura dal dopoguerra. Poi c'è un criterio di spazio. C'è una tale attenzione mediatica sul Festival che chiunque, dalla tv alla radio fino al web, stanno parlando di Sanremo. Questo effetto autoreferenziale fa sì che Sanremo finisca per interessare anche a coloro a cui non interessa affatto. Qualunque pseudo-opinionista o pseudo-intellettuale in circolazione in questi giorni non potrà sottrarsi a una domanda su Sanremo».

Che ci fanno tante icone gay in un contesto così istituzionale e conservatore?

«Le icone gay rappresentano l'80% dello scenario mediatico. Il mondo lgbt non ha vinto, ha stravinto, tanto da diventare una di quelle che Pareto definirebbe “minoranze attive”, diventate dominanti nel mondo della cultura. Oggi non verrebbe perdonato qualcuno che salisse sul palco dell'Ariston e dicesse di essere esclusivamente eterosessuale, perché apparirebbe un'offesa verso coloro che non lo sono. L'omosessualità è dichiarabile, l'eterosessualità esclusiva no».

I volontari del terremoto che ci fanno, in questo contesto?

«Quel tipo di programmi devono avere una dimensione buonista a caratteri cubitali. L'esibizione dei buoni è uno dei meccanismi rassicuranti di Sanremo, ma anche di tante altre situazioni. Nessuno dubita che i soccorritori accorsi dopo il terremoto o dopo la slavina siano eccellenti persone, ma bisognerebbe chiedersi perché questa povera Italia abbia bisogno sempre di “angeli della pioggia”, “angeli del fango”, “angeli della neve” laddove invece per salvare quelle persone sarebbe bastato che una delle due turbine della provincia fosse funzionante. Preferirei meno angeli e più ragione».

Cosa pensa del caso Leotta?

«Una donna carina ha diritto di esibirsi dove, come e quando vuole, aprendo la gonna, chiudendo la gonna, facendo tutto quello che vuole. Il problema dei video porno è semplice: chi ha paura che finiscano in rete non li faccia. Diletta Leotta può fare tutto quello che vuole e le sue colleghe un po' invidiose hanno il diritto di criticarla. Fa tutto parte del circo».
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