Sanremo 2017, Adinolfi: ''Noia di regime. Palco o non palco, spot su utero in affitto c'è''

08 febbraio 2017 ore 13:26, intelligo
di Stefano Ursi

Il #Festival di Sanremo come sempre apre la strada a #polemiche e commenti di vario tipo. IntelligoNews ha chiesto l'opinione di Mario Adinolfi, giornalista e presidente del Popolo della Famiglia che dice: ''Un Festival, come dice Libero, da 'anestesia totale': è la fotografia del conformismo, del politicamente corretto. Che genera solo noia''.

Dagospia parla di 'orchite', altri di ideologia: che idea si è fatta della prima puntata del Festival di Sanremo 2017?

''Mi è piaciuta la definizione di Libero, che parla di 'anestesia totale'. E' la fotografia del conformismo, del politicamente corretto. Anche coloro che per anni hanno interpretato il ruolo di artisti trasgressivi, essendo ormai frutto dei ditkat del potere non possono provocare che noia. Complessivamente mi è parso un Festival senza momenti di reale interesse; penso all'apertura di Tiziano Ferro con la canzone di Luigi Tenco, 'Mi sono innamorato di te'. Al fatto che lui ne parlasse come di sé stesso, evidentemente non conoscendo canzoni che erano lucidamente folli, in un certo senso disperate. Poi l'orchestra di Sanremo ha accennato 'Vedrai vedrai', altra canzone diTenco che era dedicata alla madre. Secondo me, con questo inizio, abbiamo misurato una grande distanza, da una parte la tragedia vera e dall'altra il conformismo di oggi. Questa credo sia la cifra del Festival, e la battuta di Dagospia secondo cui per trovare un etero occorre andare in seconda fila, mi pare più che calzante. La scelta del cast di quest'anno è davvero incredibile''.

Sanremo 2017, Adinolfi: ''Noia di regime. Palco o non palco, spot su utero in affitto c'è''
Mario Adinolfi
La satira di Crozza su Salvini ha scatenato molte polemiche: secondo Lei ricalca l'immagine del Paese o un'immagine che forzatamente se ne vuole dare?

''E' chiaro come anche lì non ci troviamo di fronte a satira ma a conformismo, ad un comico di regime che lancia le sue battute su chi è politicamente debole, tentando di scatenare un'ilarità che, però, non si scatena. Quando il trasgressivo si fa uomo di regime, il prodotto di questo meccanismo è la noia, il conformismo genera noia: non c'è nulla di memorabile in quel che abbiamo visto, e penso alle canzoni mediocri o a Ricky Martin che suda ballando da fermo perché va per i cinquant'anni. Ci si è voluti mettere a cavallo fra noia e un filo di patetico. Vede, in questo senso, noi siamo lieti come Popolo della Famiglia di essere interpretati come l'alternativa a questo Festival, visto che molti giornali e siti avevano già scritto che Adinolfi si sarebbe infuriato, sarebbe diventato verde e cose di questo genere. Siamo l'alternativa davvero politicamente scorretta e ne siamo ben felici, anche i nostri avversari ci leggono così e fanno bene, perché i nostri valori sono diametralmente opposti a quel conformismo inutilmente tranquillizzante messo in scena dal patto Rai-Mediaset-Sky: perché, lo voglio ricordare, la conduzione di Carlo Conti e Maria De Filippi allargata a Diletta Leotta integra un tutto, significa dire 'siamo tutto', ma un tutto del potere e del conformismo. E fuori c'è la realtà, che noi invece raccontiamo''.

Torniamo un attimo, per chiudere, a Ricky Martin. Stanno facendo molto discutere le sue parole, rilasciate in alcune interviste, e non sul palco, nelle quali dice di volere una figlia femmina. Che ne pensa?

''Palco o non palco, lo spot è implicito. Se si scelgono Ricky Martin, Tiziano Ferro che a Vanity Fair aveva dichiarato di volere un figlio, anche da solo, e Carmen Consoli che ha fatto la stessa scelta, l'idea di fondo mi pare piuttosto precisa. Ieri gli spazi dei super ospiti sono stati di questi tre, tutti nella visione ideologica dei figli che nascono come oggetti. È un caso? Questa è la domanda. Per me non lo è, visto che anche lo scorso anno, fra migliaia di artisti, vennero scelti Elton John e Nicole Kidman. Evidentemente la volontà è quella di rendere normale questa visione antropologica, che trasforma le persone in cose, in oggetti di transazione finanziaria''.
autore / intelligo
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