L. elettorale, Bianconi boom: “Effetto Merkel: ci vuole solidi, filotedeschi e antiamericani”

08 giugno 2017 ore 15:59, intelligo
L’affossamento della legge elettorale alla Camera non significa che si andrà al voto anticipato: “Si vota tra febbraio e maggio 2018”. Non conviene a nessuno accelerare – tranne forse a Matteo Renzi, che ha sete di rivincita. Ma soprattutto non va bene ad Angela Merkel, che non vuole un’Italia destabilizzata dal ricorso anticipato alle urne. È la previsione che Maurizio Bianconi, deputato dei Conservatori e riformisti guidati da Raffaele Fitto, consegna a Intelligonews.

Per il Pd la legge elettorale “è morta” dopo il sì a un emendamento a voto segreto. Significa che si va a elezioni anticipate con il “cosiddetto Consultellum”? 
L. elettorale, Bianconi boom: “Effetto Merkel: ci vuole solidi, filotedeschi e antiamericani”
Macché, si voterà tra febbraio e maggio 2018. La realtà è che i sostenitori della riforma elettorale affossata oggi avrebbero voluto votare subito con le nuove regole (perché tra 5-6 mesi sarebbero cambiate le condizioni e le convenienze, quindi il sistema di voto non sarebbe andato più bene a tutti), ma hanno capito che il ritorno alle urne si allontanava per una questione costituzionale insuperabile: non si può andare alle urne con i collegi disegnati nel 1993. Una questione enorme, solo una manica di ignoranti poteva sottovalutarla. Quando hanno capito che Sergio Mattarella (un capo dello Stato “tosto” e del tutto corretto, anche se politicamente è lontano dal mio modo di vedere) non avrebbe consentito di andare al Voto con una legge simile, i protagonisti del patto a quattro hanno pensato che è meglio mandare a monte tutto e pensare alla legge elettorale più avanti. Insomma, si vota a fine legislatura: nessuno ha interesse a destabilizzare l’Italia in questo momento. Di certo non è nell’interesse della Merkel, che vuole un’Italia filo-francotedesca e antiamericana ma solida.
 
Tra Grillo, Berlusconi e Renzi chi ha più convenienza a rinviare il voto?

Votare subito non è interesse di Grillo, che vuole l’esclusiva dell’opposizione in attesa che si secchi la sinistra. Non è interesse di Berlusconi, che deve far digerire il “tradimento” della missione del centrodestra. L’unico che ha interesse a votare subito, per la sua ansia di rivincita, è Renzi. Il leader del Pd ha comunque capito che anche se vince non governa lui: l’establishment imporrà o Draghi o Visco, per Palazzo Chigi lui è bruciato. La vittima certa è la legge elettorale, ma i potenziali accoltellatori sono molti.

Se con l’addio al sistema con sbarramento viene meno la sfida del 5 per cento, che cosa succede nel centrodestra? Si cercherà lo stesso di aggregare le sue varie componenti? Con quale leadership?

Noi del centrodestra potremo fare cose buone quando tutti si rassegneranno a capire che Berlusconi è come gli altri: a livello europeo il Ppe è in società con il Pse, con la Merkel, con la finanza, con tutti i mascalzoni che ci hanno ridotto così. Un vero centrodestra deve occuparsi del debito pubblico da abbassare, delle tasse da diminuire, delle piccole e medie imprese, deve combattere il capitalismo di relazione e le malefatte delle banche - tutto il contrario di ciò che fa Berlusconi. Avere un po’ più di tempo a disposizione, visto che non si andrà subito al voto, può aiutarci a trovare la strada. D’altra parte non dobbiamo conquistare il governo ma salvaguardare il diritto di esistenza a una piattaforma politica alternativa, senza egoismi e rinunciando magari a un seggio. Con quale leader possiamo riuscirci? Con nessuno: lasciamo perdere la gara a chi ha il leader “più lungo”, la priorità, ora, è definire un progetto che leghi le fortune della destra al bene nazionale.

#leggeelettorale #Merkel #Mattarella
autore / intelligo
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