Macron presidente, ma per Chiara Geloni: "In Italia è tutta un'altra storia"

08 maggio 2017 ore 12:39, Andrea De Angelis
Cosa dice all'Italia la vittoria di Macron? Si può leggere il successo dell'ex ministro dell'economia come una vittoria del globalismo nei confronti del sovranismo? E un europeismo del genere è pensabile anche nel Mediterraneo? IntelligoNews ne ha parlato con la giornalista Chiara Geloni, la quale ha ammonito da "facili euforie", sottolineando semmai l'alto numero di astensioni e schede bianche o nulle. Per la Geloni paragonare poi lo schema francese a quello italiano non è corretto, vista la diversa legge elettorale vigente nei due Paesi. Alla domanda se Macron sia una sorta di mix tra Renzi e Monti ha infine detto che...

Sembra esserci un nuovo schema, sovranismo contro globalismo con il secondo che in Francia prende i due terzi dei voti. Questo è il nuovo scenario, i vecchi partiti fanno parte del passato oppure no?
"Che i vecchi partiti facciano fatica a rapportarsi a questa fase è sicuramente vero, ma gli ottimismi sul globalismo che vince contro il sovranismo li gestirei con più cautela. Penso che rivendicare l'europeismo, il ruolo da protagonista in Europa sia più facile in Francia di quanto lo sarebbe per un candidato premier in un Paese del Mediterraneo. Quella posizione risultata vincente in Francia altrove potrebbe trovare più difficoltà. Inoltre registro, pur nella soddisfazione per questa vittoria di Macron, che siamo dinanzi a un'astensione alta".

Macron presidente, ma per Chiara Geloni: 'In Italia è tutta un'altra storia'
Il record di schede bianche da un lato, dall'altro il crollo della percentuale di voti al secondo turno. Cosa dice questo alla Francia e all'Europa?
"Dice che un grosso pezzo di Francia non si è sentito coinvolto e rappresentato in questa sfida. Macron ieri sera mi è sembrato molto consapevole di questo, il che mi fa piacere. Una parte della società che dalla politica non si sente rappresentata, o non si fida. Una situazione molto pericolosa che dovrebbe mettere in guardia da qualche euforia di troppo". 

Macron è un po' un misto, guardando all'Italia, tra Monti e Renzi?
"Mi sembra che Macron sia Macron (ride, ndr). I parallelismi troppo esasperati rischiano di essere fuorvianti e qualche volta anche un po' grotteschi. Qui si passa dal travestirsi da Blair, poi da Obama, quindi da Macron. Mi pare che l'eclettismo rischi di essere un po' eccessivo". 

Per il centrosinistra, vedendo che i partiti tradizionali - vedi Hamon al 6% con un programma tipico di quello che è il centrosinistra italiano - non teme che anche Mdp non crolli alle urne, magari davanti a un Macron di turno, prendendo una percentuale così bassa da non poter aspirare a guidare il Paese?
"In Italia non c'è né l'elezione diretta del Presidente, né il ballottaggio. Il sistema politico si articola in maniera diversa da quello francese, in questo momento abbiamo un sistema proporzionale. Può anche darsi che una proposta più articolata e plurale del centrosinistra possa aiutarlo a vincere, contrariamente a quanto sostiene il Pd. Ci sono molti voti che il centrosinistra non prende più e che altre forze potrebbero intercettare, non regalandoli ai 5 Stelle o all'astensione. I sistemi politici si articolano sulla base di quello che avviene nelle società che rappresentano, ma anche delle leggi elettorali". 

Vediamo quale sarà la legge elettorale. 
"Esatto. Mi sembra di capire che anche in Francia si riflette su questo problema di difficoltà nel rappresentare la società nel suo complesso. Adesso non è che ci possiamo innamorare di un doppio turno che tra l'altro in Italia, senza presidenzialismo, era incostituzionale". 

Anche perché tra un mese in Francia si torna al voto e il problema politico non sembra da poco.
"La vittoria di Macron è stata anche superiore alle aspettative, ma davanti a lui c'è tutta intera la sfida di costruire una maggioranza parlamentare. La maggioranza presidenziale non è detto che stia insieme alle politiche, lui è stato sostenuto da partiti che sono tra loro avversari. Questo vale in parte per la sua avversaria più forte, Marine Le Pen, che al momento ha ancora grandi possibilità di essere il primo partito alle politiche". 

#francia #macron #elezioni 

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