8 marzo, Fulvio Abbate: "Non togliamo la festa a casalinghe represse in cerca d'avventure"

08 marzo 2017 ore 16:12, Americo Mascarucci
"Non priviamo la povera Anita dell'unico giorno dell'anno in cui con la scusa della pizza con le amiche può levarsi ogni sfizio, anche quello di tradire il marito". E' l'opinione dello scrittore Fulvio Abbate intervistato da Intelligonews in merito al valore dell'8 marzo, Festa della Donna. Anita è un nome di fantasia con cui Abbate vuole indicare tutte quelle mogli e madri dedite esclusivamente a casa, marito e figli e per le quali solo l'8 marzo può rappresentare l'occasione per compiere delle stravaganze.

Parliamoci chiaro: oggi ha ancora un senso la Festa della Donna?

"Ha un senso proprio per la sua natura sempre meno politica e sempre più pop. Mi spiego meglio. Provo ad immaginare una povera disgraziata che 15 anni fa si è sposata, pensando che questo matrimonio fosse qualcosa di meraviglioso salvo poi accorgersi che così non è. Questa ipotetica infelice che chiamerò Anita, può stasera uscire con le amiche e avere la sensazione della libertà, anche mettendo le corna al marito se ne avrà l'occasione".
8 marzo, Fulvio Abbate: 'Non togliamo la festa a casalinghe represse in cerca d'avventure'

Crede che per tradire il marito serva l'8 marzo? Una donna potrebbe farlo quando vuole, o no?

"E' vero, c'è il divorzio, non c'è più il reato di abbandono del tetto coniugale, ma se per un attimo pensiamo a chi non riesce ad abbandonare la famiglia, almeno stasera concediamo a questa persona il diritto di togliersi qualche sfizio alla faccia del marito, con la scusa di uscire con le amiche per farsi la pizzata. Il marito chiama mentre stanno in pizzeria e le amiche complici gli risponderanno che la moglie è in bagno. Poi invece sta in macchina o in qualche camera d'hotel con un uomo, chiamiamolo Enzo, che per una volta l'anno la renderà davvero felice".

Ma la donna può essere ancora considerata il sesso debole? Oppure come sostengono molti a furia di emancipare sono gli uomini oggi a rappresentare questa condizione?

"A mio giudizio bisogna relativizzare i contesti. Le realtà urbane sono strutturate in un certo modo, nelle realtà dove invece è ancora forte il moralismo piccolo borghese la situazione è diversa. Io mi auguro che un giorno non ci sia più bisogno della Festa della Donna, ma se pensiamo che qualcuno recentemente ha detto che la donna è meno intelligente e dovrebbero essere pagata di meno, il cammino è ancora lungo".

Oggi molte donne hanno scioperato contro la violenza di genere? Ma era giusto farlo?

"Molto presto ci sarà un altro sciopero in cui le donne negheranno agli uomini il piacere sessuale come fatto politico. Spesso avviene già da secoli per altre ragioni, oggi un gesto simile assume sempre più carattere rivendicativo".

A chi manderebbe un augurio speciale in occasione della Festa della Donna?

"Ad Anita e a tutte le donne che stasera si divertiranno alla faccia dei mariti" 




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