Migranti, Morani (Pd): "Altro che blocco navale di Salvini, con Minniti la strategia vincente"

08 settembre 2017 ore 12:53, Andrea Barcariol
Dopo la chiara apertura della Merkel della scorsa settimana sul trattato di Dublino: "Negli anni scorsi abbiamo puntato troppo su questo sistema che ha preteso troppo da Paesi come l'Italia e la Grecia", l'ipotesi di revisione sta prendendo sempre più corpo nell'UE. IntelligoNews ha chiesto un'opinione sull'argomento alla deputata del Pd Alessia Morani che da tempo si occupa del fenomeno migranti.

Migranti, Morani (Pd): 'Altro che blocco navale di Salvini, con Minniti la strategia vincente'
Dopo tante parole siamo arrivati al momento della revisione del Trattato di Dublino?


"Dopo anni in cui, sia Renzi sia Gentiloni, hanno chiesto una presa di responsabilità da parte dell'Europa, perché siamo stati lasciati da soli a gestire un esodo di portata biblica, credo che questo sia un passaggio fondamentale ma voglio vedere i fatti concreti. La Corte di Giustizia Ue, due giorni fa, ha affermato che esiste un dovere e un vincolo di solidarietà sulla redistribuzione dei profughi che riguarda tutti e non solo Italia e Grecia. I Paesi che non rispetteranno questa posizione avranno procedure di infrazione. Mi pare che finalmente qualche cosa in Europa si stia muovendo. La modifica del trattato di Dublino è essenziale perché risale al 2003 (Dublino 2 ndr), un'epoca in cui il problema delle immigrazioni era assolutamente gestibile anche a livello nazionale. Ora la situazione è radicalmente cambiata, con Italia e Grecia che si sono fatte cariche da sole di tutto. Un accordo europeo sarebbe veramente la chiave di volta per affrontare questo fenomeno strutturale".

Quale punto in particolare occorre modificare del Trattato?


"La norma che prevede che le istanze vadano regolamentate dal primo Paese ospitante".


Lei ha parlato di Renzi e Gentiloni, ma alcuni vi accusano di gestire politicamente una sconfitta culturale, essendo questo un tema portato avanti da anni ad esempio dalla Lega. Come replica?


"L'auspicio di altre forze politiche c'è stato, ma ricordo bene che la proposta politica di Salvini e della Meloni era quella del blocco navale, che praticamente è un atto di guerra, ed è tutta un'altra cosa rispetto a quello che noi di fatto stiamo realizzando: la cooperazione nei Paesi di appartenenza, la stabilizzazione e gli accordi con il governo libico, abbiamo addestrato e fornito le motovedette alla loro Guardia costiera, la redistribuzione europea con flussi controllati. Non mi si venga a dire che oggi noi realizziamo quello che dicevano Salvini e la Meloni perché così non è, la nostra è una strategia totalmente diversa e che agisce su più fronti".


Gentiloni ha detto che sui migranti "ora si vedono i risultati", eppure a sinistra il comportamento "rigido" di Minniti è stato più volte criticato. Lei da che parte sta?


"Non trovo che il comportamento di Minniti sia "rigido", ha una storia alle spalle che parla per lui. Quando Minniti parla di sicurezza ci mette sempre accanto la parola umanità, il ministro sta cercando di trovare un equilibrio tra diverse istanze nazionali. Abbiamo una quota di popolazione realmente preoccupata del fenomeno migratorio e che prova un disagio, noi dobbiamo farci carico anche di loro. Per questo credo che Minniti stia tenendo una posizione di grande equilibrio che io sposo totalmente".


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