L. elettorale, Fusaro: "Renzi ha risorse come il Duca Valentino. Cosa penso di Pisapia"

09 giugno 2017 ore 13:07, Stefano Ursi
Il naufragio del 'patto a 4' sulla legge elettorale, le accuse reciproche fra i partiti su chi l'abbia fatto cadere, la difficoltà di rimettere in piedi un accordo: la polemica sulla giornata di ieri alla Camera è tuttora accesa e come prevedibile porterà ancora strascichi. Soprattutto in relazione a quella che poteva essere l'evoluzione relativa alle elezioni anticipate. Il tunnel è complesso da attraversare e superare. IntelligoNews ha chiesto al filosofo Diego Fusaro di commentare la vicenda, puntando su personaggi e scenario politico globale. ''Renzismo al capolinea dopo ieri? Difficile dirlo. Le risorse del soggetto sono molteplici, abbiamo capito che è scrupoloso e ambizioso quasi quanto il Duca Valentino di cui diceva Machiavelli''.

L. elettorale, Fusaro: 'Renzi ha risorse come il Duca Valentino. Cosa penso di Pisapia'
Dopo la giornata di ieri, con il naufragio fra franchi tiratori e accuse reciproche del cosiddetto 'patto a 4' sulla legge elettorale, in molti dicono che il renzismo è al capolinea: è d'accordo? Oppure è uno scenario che il segretario aveva previsto?

''Con tutte le puntualizzazioni del caso, penso sia difficile dire che il renzismo sia al capolinea, da archiviare. Le risorse del soggetto sono molteplici, abbiamo capito che è scrupoloso e ambizioso quasi quanto il Duca Valentino di cui diceva Machiavelli''.

Si legge stamane su La Stampa che Renzi avrebbe detto di non controllare più i suoi: ci crede?

''Non so se controlli più i suoi oppure no. Di sicuro ha perso appeal e controllo, questo mi pare evidente. Che non li controlli più è difficile dire, lo scopriremo molto presto''.

Dall'altra parte c'è Pisapia, che non riesce a dare forma a quella formazione di sinistra alternativa di cui molto si è parlato: lei lo voterebbe?

''Pisapia a mio giudizio è difficilmente votabile, perché rappresenta la sinistra radical-chic che fa da sovrastruttura al capitale finanziario liberista della destra del denaro, quindi è esattamente il contrario di ciò che dovrebbe tutelare gli interessi delle classi sociali più deboli e del ceto imprenditoriale in fase di decomposizione. Del resto si è visto a Milano quali erano le politiche di Pisapia, non certo a sostegno degli ultimi''.

Non sono in pochi quelli che evidenziano come la 'giostra del potere' vada avanti comunque, nonostante all'orizzonte ci siano misure economiche come, pare, l'aumento del bollo per le auto più vecchie e le difficoltà dei cittadini aumentino.

''Sicuramente a pagare le spese di tutto sono quelle che io chiamo, con Hegel, le nuove plebi variopinte e moltitudinarie, gli sconfitti della mondializzazione, che vengono sempre più tassati e attaccati, tanto i lavoratori quanto il ceto medio-imprenditoriale, che con la scusa della lotta all'evasione fiscale vengono tartassati quotidianamente da quella elite finanziaria che, dall'altra parte, non ha alcuna tassazione''.

Se si andasse a votare con la legge elettorale non riformata, a chi guarderebbe?

''Se si andasse a votare guarderei a tutte le forze antisistema, e segnatamente a quelle contro la mondializzazione in tutte le sue declinazioni; anche se, a dire il vero, non vedo forze politiche credibili nello scenario e dunque credo si debba lavorare sulla cultura, per creare una egemonia culturale alternativa e organica''.

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autore / Stefano Ursi
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