Legge elettorale, Fassina (SI) a Renzi: "Aveva ragione chi come me si staccò dal Pd"

09 giugno 2017 ore 14:59, Stefano Ursi
La giornata di ieri ha segnato, almeno per ora, uno stop a quello che è stato battezzato il 'patto a 4' sulla legge elettorale. Franchi tiratori, accuse reciproche e uno stallo che potrebbe non portare ad un altro accordo ma ad una palude da cui diventa difficile uscire. Con il Paese che rimane a guardare. A IntelligoNews parla Stefano Fassina, di Sinistra Italiana: ''A mio avviso è complicato che tutto sia avvenuto all'insaputa di Renzi, visto il numero consistente dei franchi tiratori nel partito. Credo che Renzi abbia cercato l'incidente. Se non fosse così si potrebbe recuperare facilmente perché l'emendamento, ripeto, non ha sconvolto l'impianto della riforma''.

Legge elettorale, Fassina (SI) a Renzi: 'Aveva ragione chi come me si staccò dal Pd'
Stefano Fassina
Dopo la giornata di ieri molti parlano di renzismo al capolinea, soprattutto dopo che, secondo quanto riporta La Stampa, Renzi avrebbe detto che non controlla più i suoi: è d'accordo?

''Innanzitutto i franchi tiratori sono stati nel Pd, perchè il Movimento 5 Stelle aveva annunciato in Aula che avrebbe votato a favore dell'emendamento e a mio avviso è complicato che tutto sia avvenuto all'insaputa di Renzi, visto il numero consistente dei franchi tiratori nel partito. Io non ritengo che ci sia un problema di controllo da parte di Renzi, credo si possa parlare di sottovalutazione delle dinamiche di fine legislatura, questo sì''.

Allora aveva ragione chi dal Pd si è staccato e ha preso una strada alternativa?

'Per me, che mi sono staccato due anni fa, direi di sì e anche il risultato del congresso conferma che il Pd è rimasto l'ultimo partito 'blairiano' della famiglia socialista europea, con un meccanismo statutario e con dei caratteri genetici che lo rendono irrecuperabile''. 

Ieri Berlusconi ha diramato una nota nella quale lancia un appello a riunire le forze che avevano dato vita al patto, ma dall'altra parte chiama alla responsabilità Pd e Movimento 5 Stelle. Che ne pensa?

''Per una volta sono d'accordo con Berlusconi. L'incidente di ieri è su un emendamento che ha una portata limitata e assolutamente condivisibile nel merito e trovo strumentale, da parte del Pd voler gettare tutto all'aria. L'impianto della proposta di legge elettorale rimane inalterato, e sarebbe stato inaccettabile un impianto proporzionale che in Trentino invece è completamente rimosso a favore di un maggioritario che cancella la pluralità delle presenza politiche nella rappresentanza del territorio. Credo, e su questo torno al numero elevato di franchi tiratori nel Pd, che Renzi cerchi una scusa per tornare indietro e penso alle pressioni dall'ex presidente della Repubblica, da Prodi e dai giornali che fino a ieri lo sostenevano e ora hanno iniziato ad attaccarlo per la scelta del modello tedesco. Credo che abbia cercato l'incidente. Se non fosse così si potrebbe recuperare facilmente perché l'emendamento, ripeto, non ha sconvolto l'impianto della riforma''.

In molti fanno notare, mentre il Paese è sempre più in crisi, come sia evidente lo scollamento con un Parlamento che si annoda su questioni come la legge elettorale

''E' chiaro che nella situazione in cui siamo, vedere un Parlamento che si attorciglia intorno alla legge elettorale non aiuta a ricostruire un rapporto positivo fra istituzioni e società. Il nostro impegno è affinché si riprenda la legge elettorale, siamo arrivati a buon punto sull'impianto proposto, vanno fatte delle correzioni ma non è questo il punto; si può sgombrare il tavolo dalla prospettiva di elezioni anticipate e si può chiudere la legge elettorale e poi concentrarsi sulle grandi questioni sociali, dal lavoro alla sanità alla scuola, che rimangono le ossessioni di chi è in difficoltà''.

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autore / Stefano Ursi
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