Adozione coppia gay, Imma Battaglia: "Unioni Civili non c'entrano, Costa si dimetta"

09 marzo 2017 ore 16:37, Andrea De Angelis
"Si tratta di una vera e propria famiglia e di un rapporto di filiazione in piena regola che come tale va pienamente tutelato", scrivono i giudici in un passaggio della sentenza. Per l'Italia è una sentenza che passerà alla storia. Per la prima volta è stata infatti riconosciuta l’adozione di due bambini da parte di una coppia gay. I fratellini sono stati adottati dai due uomini, cittadini italiani, nel Regno Unito, dove risiedono da anni. Il Tribunale dei minori di Firenze ha disposto la trascrizione anche in Italia dei provvedimenti emessi dalla competente Corte britannica: ai bambini viene così riconosciuto lo status di figli e la cittadinanza italiana. IntelligoNews ha commentato la notizia con Imma Battaglia, una dei leader del movimento LGBT in Italia...

La sentenza del Tribunale di Firenze è storica e se sì in che senso?
"In termine di adozione in generale non si tratta di una prima volta, c'è già stata un'adozione concessa ad una coppia di donne. Sicuramente è storica perché abbatte il tabù sulla coppia di padri. Un riconoscimento importante per i concetti di famiglia e genitorialità, indubbiamente ora si apre un dibattito anche sull'equiparazione in termini di adozione e affidamento agli uomini in generale. Riconoscere la paternità ai gay è importante, ma aggiungo che da un punto di visto più generale probabilmente apre un equilibrio su tutto quello che è il tema dell'affidamento, anche in caso di coppie eterosessuali". 

Si supera cioè un doppio tabù?
"Sì, tante volte i padri hanno lamentato il fatto che i bambini vengono spesso affidati alla madre, denunciando questa come una disuguaglianza. Quindi si supera un doppio tabù, non è vero che un uomo quando si parla di figli sia sempre meno capace delle donne". 

Adozione coppia gay, Imma Battaglia: 'Unioni Civili non c'entrano, Costa si dimetta'
Se non fosse passata la legge sulle Unioni Civili, tutte queste porte si sarebbero aperte? 
"Sì, assolutamente. A pagare è il lavoro fatto dalle battaglie legali che le coppie con figli fanno da tantissimi anni. Queste battaglie hanno iniziato a fare giurisprudenza, dunque sono due percorsi totalmente separate. La legge sulle Unioni Civili non comprende affatto l'adozione, questo è il risultato delle battaglie legali. Nonché della sensibilità dei giudici che è cresciuta col crescere del dibattito politico".

Il ministro Costa ha definito simili provvedimenti "creativi", aggiungendo che il Parlamento, al di là di questo caso, "dovrà valutare eventualmente la sostenibilità e percorribilità di un conflitto di attribuzione". Come risponde?
"Trovo che questo ministro abbia un serio problema di conflitto con il suo ruolo istituzionale. Un ministro per me deve rispettare e riconoscere a pieno titolo tutto quello che sono le istituzioni, dunque anche i giudici. Trovo questa sua dichiarazione bizzarra e inopportuna". 

Si rischia davvero di arrivare al conflitto di attribuzione?
"Non credo assolutamente, fortunatamente i giudici, la Cassazione lavorano sulle leggi e le rispettano. In questo Paese addirittura dobbiamo avere il dubbio che anche i giudici agiscano sul libero arbitrio? Saremmo davvero davanti alla destabilizzazione totale. Credo che la dichiarazione del ministro sia davvero infelice, secondo me dovrebbe avere semplicemente la serenità di ritenersi inadeguato e dimettersi. Farebbe una figura migliore".
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