Milano, vittime del torturatore in Libia all'ergastolo: "Felici per giustizia"

10 ottobre 2017 ore 16:54, intelligo
Le vittime di Osman Matammud, condannato all'ergastolo per numerose torture nel campo di Bani Walid in Libia, sono "felici per la giustizia" riconosciuta dai giudici di Milano, ma non possono dimenticare le torture subite e un viaggio difficile che non farebbero "mai più", come riporta l'Adnkronos. E' vivo il ricordo delle torture, lo si evince dai volti. Diverse le testimonianze: "Mi ha legato mani e piedi e mi ha picchiato così forte che ho vomitato sangue", racconta un 19enne. Ora, dicono tutti: "Speriamo di vivere in Italia e di lavorare qui". 
Milano, vittime del torturatore in Libia all'ergastolo: 'Felici per giustizia'

RICORDI TORTURE
C'è chi a 20 anni ricorda "le scosse elettriche" subite nel campo libico e un altro 19enne spiega le percosse subite con "un tubo di metallo o un sasso alla testa".  In 17 hanno riconosciuto Matammud come il 'torturatore', in nove si sono costituiti parte civile - i giudici hanno riconosciuto 10mila euro di provvisionale all'associazione Asgi, 50mila per una vittima e 100 mila per ciascuno degli otto giovani somali - e uno dei presenti spiega, dopo la sentenza, che "Non posso raccontare come mi sono sentito, mi sono sentito bene. Grazie al governo italiano che ci ha permesso di avere giustizia, sono felice per la condanna".  

TEST
In aula c'è anche il 19enne che ha riconosciuto il giovane presunto torturatore in via Sammartini a Milano: "Sono la prima persona che l'ha fermato, si è spaventato quando mi ha visto, non voleva che chiamassi la polizia dicendo 'ti do tutto quello che vuoi', ma io ho chiamato la polizia. Sono felice di aver avuto giustizia". 
autore / intelligo
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