Multato per sosta su strisce gialle insulta i disabili: cartello della vergogna

21 agosto 2017 ore 13:20, Americo Mascarucci
"A te handicappato che ieri hai chiamato i vigili per non fare due metri in più vorrei dirti questo: a me 60 euro non cambiano nulla ma tu rimani sempre un povero handiccappato … sono contento che ti sia capitata questa disgrazia!". Incredibile ma vero. E' quanto savvenuto in un centro commerciale di Milano dove un uomo, multato per aver lasciato l'auto su un posto riservato ai disabili non l'ha presa affatto bene, anzi ha scritto un cartello e l'ha lasciato in bella vista proprio sul parcheggio a strisce gialle. Destinatario degli insulti, il disabile che, munito di apposito patentino aveva chiamato i vigili per difendere un suo diritto, quello cioè di non veder occupato abusivamente il posto a lui riservato.
Multato per sosta su strisce gialle insulta i disabili: cartello della vergogna

IL CASO
Non è sicuramente il primo automobilista che in barba ad un diritto che spetta a chi ha problemi di deambulazione non si fa scupolo di occupare i parcheggi che per legge il Codice della Strada riserva alle persone disabili munite di apposito cartellino. In genere però quando si viene multati si dovrebbe avere quanto meno il buongusto di tacere visto che, comunque la si pensi, occupare un parcheggio per disabili quando disabili non si è, rimane un atto d'inciviltà. Perché giustamente se arriva un portatore di handicap potrebbe subire un forte disagio dall'impossibilità di fermarsi. In questo caso oltre ad aver commesso un infrazione, l'automobilista ha inteso offendere tutti i disabili che hanno diritto ad avere un posto riservato, quasi fosse stato un suo diritto infrangere le regole.
Un visitatore che passava di lì, ha scattato una foto al cartello e l'ha poi postata sui social. Il web si è scatenato: migliaia di condivisioni sui social, altrettanti insulti, al parcheggiatore incivile.  Che ora si spera provi un pò di vergogna per quanto fatto. 

COME SI OTTIENE IL CONTRASSEGNO
Le “persone invalide con capacità di deambulazione impedita, o sensibilmente ridotta” possono ottenere, previa visita medica che attesti questa condizione, il cosiddetto “contrassegno di parcheggio per disabili”. Questo contrassegno previsto dall'art. 381 del DPR 16 dicembre 1992 n. 495 (modificato dal ultimo dal Decreto del Presidente delle Repubblica 30 luglio 2012, n. 151) , permette ai veicoli a servizio delle persone disabili la circolazione in zone a traffico limitato e il parcheggio negli spazi appositi riservati. La possibilità di ottenere il "contrassegno di parcheggio per disabili" è stata successivamente estesa anche ai non vedenti (DPR 503/1996 art. 12 comma 3).
Per la concessione del contrassegno l'interessato deve innanzitutto rivolgersi alla propria ASL e farsi rilasciare dall'ufficio medico legale la certificazione medica che attesi che il richiedente ha una capacità di deambulazione impedita o sensibilmente ridotta o è non vedente. Una volta ottenuto tale certificato si dovrà presentare una richiesta al Sindaco del Comune di residenza per il rilascio del contrassegno allegando il certificato della ASL. Il contrassegno ha validità quinquennale.
Per evitare la “doppia visita” (commissione invalidità e medicina legale), nel 2012 è stata approvata una specifica previsione normativa (art. 4, legge 4 aprile 2012, n. 35) che opportunamente attribuisce alla Commissione medica di accertamento (dell’invalidità o di handicap) il compito di annotare nei verbali anche la sussistenza della condizione richiesta dal Regolamento di attuazione del Codice della Strada. Conseguentemente i verbali più recenti, qualora ricorrano le condizioni sanitaria previsti dal Regolamento del Codice della strada, riportano l’annotazione: “persona con effettiva capacità di deambulazione impedita o sensibilmente ridotta (art. 381, DPR 495/1992).” Allo scadere dei termini si può rinnovarlo presentando un certificato del proprio medico di base che confermi la persistenza delle condizioni sanitarie per le quali è stato rilasciato il contrassegno.
Di norma dovrebbe essere il buonsenso delle persone ad evitare che questi spazi vengano occupati da chi non ne ha diritto, na sempre più spesso si sa il buonsenso non è di questo mondo. Come dimostra il caso di specie.

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