Milano, cartello della vergogna contro disabile: inchiesta e bufera social

22 agosto 2017 ore 16:09, Andrea Barcariol
Non solo la doverosa multa, ma anche un'inchiesta per «diffamazione aggravata» che è stata aperta dalla Procura di Monza. E' la conseguenza di un vergognoso cartello lasciato, lo scorso 18 agosto, da un automobilista giustamente sanzionato per aver parcheggiato in un posto riservato alle persone disabili nel parcheggio sotterraneo di un centro commerciale di Carugate (Milano).

Milano, cartello della vergogna contro disabile: inchiesta e bufera social
Non solo mancanza totale di senso civico per il posteggio, ma anche un cartello choc con insulti pesantissimi: «A te handiccappato che ieri hai chiamato i vigili per non fare due metri in più vorrei dirti questo: a me 60 euro non cambiano nulla ma tu rimani sempre un povero handiccappato ... sono contento che ti sia capitata questa disgrazia!». Frasi, anche piene di errori grammaticali, che hanno indignato non solo il popolo del web, dopo la pubblicazione su Facebook da parte di un passante.
Il Questore di Milano Marcello Cardona, infatti, «ieri sera, avuta notizia del fatto, e ritenendo i contenuti del cartello violenti e lesivi della dignità delle persone con disabilità, ha disposto sin da subito che le volanti dell'Ufficio Prevenzione Generale intervenissero sul posto per fare chiarezza e individuare l'autore del gesto». Il 18 agosto scorso, spiega la Questura di Milano in una nota, «è stato affisso all'interno di un centro commerciale a Carugate (MI) un cartello di insulti contro un disabile che l'autore riteneva colpevole di averlo fatto multare per aver parcheggiato nei posti riservati alle persone con disabilità». A tal fine, si legge ancora nella nota, «ed in stretto raccordo con l'Autorità Giudiziaria, è stato aperto un fascicolo contro ignoti per diffamazione aggravata». Non dovrebbe essere difficile risalire al colpevole di tale ignobile gesto.
Anche le associazioni di riferimento si sono mobilitate per rintracciare il protagonista della vicenda: «C'è una profonda indignazione nell'apprendere che ancora oggi alcuni individui si comportano così, apostrofando e scrivendo queste bestialità - spiega a La Repubblica Vincenzo Falabella, presidente della Fish, la Federazione italiana superamento handicap - purtroppo, però, non credo che si tratti di un episodio sporadico, e lo dico con amarezza. Questo episodio è eclatante perché i media e i social network lo hanno fatto conoscere, ma credo che ancora oggi molte persone con disabilità subiscano angherie e violenze psciologiche. E' una cosa che fa male a chi lo riceve e a tutta la società».

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