'Ndrangheta in Lombardia: retata e 21 arresti a Monza e Brianza

26 settembre 2017 ore 11:42, Luca Lippi
Si è abbattuta una tempesta, non a cielo sereno, sulla Brianza. Il mondo dell’imprenditoria e della politica è stato svegliato questa mattina dai lampeggianti dei carabinieri. Ventisette ordinanze di custodia cautelare e una maxi operazione antimafia che ha coinvolto insieme a Monza e Brianza anche le province di Milano, Como, Pavia e Reggio Calabria. La maxi operazione è stata ordita contro la 'Ndrangheta tra le due province lombarde e ha avuto origine dall'attività condotta dai Carabinieri del Comando Provinciale di Milano che hanno avviato approfondimenti dopo che nel 2015 il Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Milano ha cominciato a indagare sui noti summit di ‘ndrangheta tenutisi a Legnano (MI) e a Paderno Dugnano (MI), già oggetto di indagini nell’ambito dell’operazione “Infinito”.
'Ndrangheta in Lombardia: retata e 21 arresti a Monza e Brianza
 
Sono stati eseguiti tre provvedimenti applicativi di misure cautelari personali emessi nei confronti di 27 soggetti dal Gip del Tribunale di Milano, Dott. Marco Del Vecchio, su richiesta delle Dottoresse Ilda Boccassini, Alessandra Dolci e Sara Ombra della locale Procura Distrettuale Antimafia, e dal Gip del Tribunale di Monza, Dottoressa Pierangela Renda, su richiesta dei Dott. Luisa Zanetti, Salvatore Bellomo e Alessandra Rizzo della Procura della Repubblica di Monza.

IL RISULTATO DELLE INDAGINI
Forti i sospetti di presunte infiltrazioni della 'ndrangheta in Lombardia. Tra i destinatari delle misure cautelari (21 in carcere, 3 agli arresti domiciliari e 3 misure interdittive della sospensione dall’esercizio di un pubblico ufficio o servizio) ci sono personaggi della politica locale al momento raggiunti dal provvedimento di obbligo di dimora. Vicine alle figure ‘politiche’ avrebbe agito un imprenditore del comune brianzolo che coltivava frequentazioni, rapporti e scambi reciproci di favori con esponenti della criminalità organizzata, a cui chiedeva interventi vari per raggiungere i suoi scopi. Nell'ambito delle indagini è emerso il presunto ruolo determinante avuto dall’uomo d’affari nell’elezione di uno di questi politici. Così come riportato da MonzaToday “facendo emergere come l’intercessione fosse legata al proprio interesse di ottenere, da parte degli organi istituzionali dei quali sosteneva la candidatura, la convenzione per realizzare un supermercato nel territorio comunale”.

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autore / Luca Lippi
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