Marino ‘vende’ la bici ma resta in sella e fa cultura

01 luglio 2013 ore 15:10, intelligo
Marino ‘vende’ la bici ma resta in sella e fa cultura
Primo giorno ‘di scuola’ nell’Aula Giulio Cesare dell’anno domini targato Pd. Con Marino sindaco e Alemanno capo dell’opposizione. Il sindaco uscente annuncia un ‘azione di controllo “seria e costruttiva” nell’interesse della città, ma è chiaro che politicamente il centrodestra cercherà di ricomporre le file e sanare le ‘ferite’ della sconfitta elettorale, passando anche per iniziative e interventi che ne evidenzino il ruolo nell’istituzione.
Il sindaco entrato in Campidoglio, invece, deve farsi conoscere dai romani e convincere anche quelli che non lo hanno votato.  Certo è che il medico dem è molto attento alla propria immagine. E ne ha dato prova con l’inseparabile bici che inforca quotidianamente, costringendo allo stesso esercizio (fisico) la scorta. Da un capo all’altro della città, rigorosamente sulla due ruote. Sorrisi, saluti, flash. Poi l’ennesima iniziativa all’insegna del nuovo che fa tanto bello: mettere all’asta una delle sue bici rosse. Per carità, idea lodevole in quanto il ricavato della vendita – pari a 1700 euro – andrà agli sportelli Sos Giustizia dell’associazione Libera di don Ciotti. E tuttavia sul piano mediatico l’effetto c’è. Dalla bici alla cultura. Al convegno di Federculture, Marino ha lanciato il sasso nello stagno: “Berlino, Birmingham, Manchester o Barcellona sono solo alcuni esempi di città dove le politiche culturali hanno portato progresso e maggior benessere”. Stoccatina al predecessore seguita da proposta: “Fino a qualche anno fa sarebbe stato assurdo pensare che Berlino superasse Roma per presenze turistiche. Eppure è successo. Nel 2012 la città tedesca ci ha sorpassato. E questo perchè in Germania si è lavorato molto sugli investimenti, ponendo l'industria culturale come motore centrale di sviluppo”. Ecco la proposta: un progetto culturale per Roma e cultura nelle periferie. In ponte un faccia a faccia col ministro della Cultura Massimo Bray “per affrontare temi come la pedonalizzazione dei Fori Imperiali e il rilancio dell'audiovisivo, di Cinecittà”. Non solo, cultura a go go in tutti i quartieri. Come? Decentrare e sostenere le iniziative esistenti e crearne di nuove. E anche qui scatta il ‘modello-Marino’: “Ascolteremo tutti coloro che hanno qualcosa da proporre, - ha dichiarato Marino - siano cittadini o imprenditori”. Va tutto bene, ma dall’ascolto all’operatività ce ne corre. Un conto sono gli annunci – facili e gratis -, altro i progetti e la loro realizzazione con costi economici e pure politici (nel senso di scelte coraggiose). Marino in sella alla sua bici è pronto alla ‘rivoluzione’. Per ora culturale.
autore / intelligo
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