Un Garcia molto Rudi: ecco il suo segreto

01 ottobre 2013, Micaela Del Monte
Un Garcia molto Rudi: ecco il suo segreto
In pochi lo conoscevano, o almeno in pochi credevano potesse fare la differenza e che potesse farla in così poco tempo. 

Una ventata di aria fresca dopo due anni che hanno lasciato i tifosi romanisti senza fiato. L'uomo che ha ricostruito la squadra giallorossa, non tanto fisicamente o tatticamente, quanto mentalmente. Sì, perché questo è il punto di partenza della rinascita della Roma. Una squadra risorta dalle macerie del derby del 26 maggio e che grazie a Garcia ha acquistato consapevolezza e fiducia. 

La mano del tecnico si vede e questo perché l'allenatore francese prima di incidere sul piano atletico ha capito che era importante incidere su quello mentale. Non è un caso quindi che De Rossi sia tornato il De Rossi di un tempo, quello che eravamo abituati a vedere in nazionale e che oggi in campo è devastante. Forse non è neanche un caso che Balzaretti abbia trovato il gol proprio dopo due stagioni, o che la squadra abbia subito una sola rete in sei giornate e ne abbia segnate ben 17 con 8 uomini differenti.  

Equesto è un altro segreto di Garcia. La sua squadra deve essere squadra, sembra banale ma non lo è. Perché negli anni precedenti la Roma è stata tutto fuorché un gruppo e si vedeva, perché la squadra solitamente spaccata in due (o anche in tre) tra i reparti prendeva sempre troppi gol e sempre nello stesso modo, come se non potesse imparare dai suoi errori. Adesso è diverso, la Roma aspetta e poi affonda. Pondera e poi risponde. Analizza e poi agisce. 

Ed eccoci al terzo punto: i giallorossi sembrano adulti adesso. Sanno come e quando fare la mossa giusta, senza fretta e anche senza soffrire. Perché sembra che Rudi gli abbia insegnato ad aspettare, ad imparare dagli errori (fin ora pochi) e a sfruttarli. In 5 partite su 6 la Roma ha segnato solo nella ripresa giocando tranquillamente, anche non bene, il primo tempo, senza permettere agli avversare di impensierire De Santis anche grazie agli impeccabili movimenti dei centrali difensivi Castan e Benatia. È ormai risaputo da chiunque della peculiarità dello staff tecnico di Garcia, nel primo tempo uno dei suoi uomini, Francesc Bonpard, guarda la partita dagli spalti per avere una visione più ampia del gioco, e il secondo tempo riferisce all'allenatore che attua le contromosse. 

Sì, perché il tecnico francese sembra in grado di leggere qualsiasi situazione e qualsiasi partita adeguando (pur mantenendo sempre lo stesso modulo) i suoi uomini agli undici avversari con fermezza e lucidità. Le stesse caratteristiche che influenzano i cambi, cambi che a loro volta influenzano le partite. 

Punto quattro: i gol sono arrivati 5 volte su 6 dopo il primo cambio e molto spesso è proprio l'uomo subentrato a cambiare il corso della partita. Esempio lampante è Adem Ljajic che sia a Verona che nel derby ha cambiato la partita, non solo con il gol, ma anche con il suo apporto tecnico in campo. Rilevante sembra anche il fatto che la Roma di Garcia non ha mai avuto la necessità di mettere in fuorigioco un giocatore della squadra avversaria. Primo perché i giallorossi hanno subito pochissime azioni da gol, secondo perché la difesa è sembra bassa e non vengono permessi contropiedi. Così la Roma si ritrova sempre a difendere ed attaccare in 10, senza subire inferiorità numeriche e senza quindi trovarsi in affanno. 

Ecco quelli che sembrano i cinque segreti di Garcia, cinque come i gol fatti ieri al Bologna. La Roma non si ferma più, non aveva mai vinto le prime sei partite dalla sua fondazione, non era prima in classifica alla sesta giornata dal 2001 e come la Roma in Europa ci sono soltanto tre squadre: il Barcellona e l'Atletico Madrid in Spagna e lo Standard Liegi in Belgio. Garcia ha gestito tutto nel migliore dei modi. Ha trasformato la depressione negli anni passati in consapevolezza, la gioia delle 6 vittorie in fiducia e le critiche dell'Olimpico in una curva sud infiammata e come lui stesso ha affermato è stata rimessa la chiesa al centro del villaggio, ha restaurato l'ordine e l'equilibro. 

 Ma Rudi Garcia non si fida: "Quando le cose sono quasi perfette possono solo andare peggio". Sarà la modestia il segreto numero 6?
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