Caso Alicata: immigrata dentro il Pd

10 aprile 2013 ore 12:23, Francesca Siciliano
Caso Alicata: immigrata dentro il Pd
In un tweet lanciato domenica, proprio mentre i romani piddini erano in fila per designare lo sfidante di Alemanno, Cristiana Alicata, dirigente renziana del Pd laziale, ha denunciato i «voti comprati» e «le file di rom» nelle sedi del partito. La comunità rom di via Candoni non ci ha pensato due volte e l'ha denunciata per ingiuria accusandola di razzismo e di istigazione all'odio razziale. La situazione, nel giro di poche ore si è esasperata, al punto che la Alicata si è dimessa affidando «molto sinteticamente» le motivazioni a un post del suo blog. Declinandole in quattro punti: «Mi dimetto da ogni carica che ricopro nel Pd (e la mia tessera è a disposizione del segretario Bersani)». A seguire: «L’accusa di razzismo e di istigazione all’odio razziale è infamante e mi difenderò con serenità nelle sedi opportune anche querelando singolarmente alcune persone». E ancora: «Il risultato delle primarie di Roma è stato probabilmente ‘salvato’ dal fatto che in molti hanno denunciato non ‘stranieri che votavano’ ma ‘numeri anomali’ che riguardavano stranieri come altre categorie. Così come molti per giorni denunciavano lo sperpero di denaro in manifesti abusivi, spesso attaccati da migranti, probabilmente in nero. Chi vuole vedere razzismo nella statistica preferisce colpire le cose che non si vogliono sentire piuttosto che domandarsi cosa accade spesso durante le primarie o durante le elezioni. Anche questo verrà circostanziato nelle sedi opportune». E in ultimo: «Quando Walter Veltroni parlò di cinesi al voto a Napoli nessuno gli diede del razzista». Già, perché quando Veltroni denunciò una situazione molto simile verificatasi a Napoli nessuno lo accusò di razzismo e xenofobia? Ma soprattutto: perché il partito non ha speso parole per prendere le sue difese, nonostante le sue precisazioni puntuali («Domandatevi perché la parola ROM vi fa così male. A me non lo fa, per questo la uso. E’ una parola bella, che racchiude la libertà di un popolo a cui dovremmo dedicare tempo e dedizione e non ipocrisia pelosa e interesse fittizio. Mi permetto di aggiungere che il tempo e la dedizione vanno messi nel costruire per la comunità ROM una vera integrazione e non “condizioni migliori” nei campi»). Forse, insinua malignamente qualcuno, un motivo valido c'è. Il connubio renziana e lesbica al Pd bersaniano fa troppa paura. Più dei rom.
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