Lega a Ostia con CasaPound. Volpi (Lega): “Tante battaglie comuni. Pronti al voto a Roma”

10 aprile 2015, Marco Guerra
Lega a Ostia con CasaPound. Volpi (Lega): “Tante battaglie comuni. Pronti al voto a Roma”
Un dirigente lombardo della Lega Nord che raccoglie applausi fra simpatizzanti e militanti della destra nazionalista del litorale romano. Fino a qualche tempo fa poteva sembrare fanta-politica, ma è quanto è successo ieri al senatore del Carroccio e vicepresidente di ‘Noi con Salvini’, Raffaele Volpi, durante il suo tour sulla costa laziale, accompagnato da Simone Di Stefano, coordinatore di “Sovranità” e Luca Marsella, responsabile di “Sovranità” sul litorale romano.

Tre le tappe toccate: Ostia, Pomezia e Nettuno. IntelligoNews era presente all’incontro pubblico al Lido di Roma, avvenuto alla presenza di decine di militati di CasaPound e di tanti cittadini senza tessere in tasca, attratti dal messaggio lanciato da Salvini al centro-sud Italia.

Dopo gli scandali che hanno portato alle dimissioni della giunta Tassone (Pd), Ostia è infatti terreno fertilissimo per chi propone ricette radicali e batte il territorio palmo a palmo come i ragazzi del movimento fondato da Gianluca Iannone.

Tra la gente venuta a conoscere il parlamentare di Pavia si scorgono però anche tanti volti di mezza età. C’è qualche ex An perso nella “diaspora” della destra e una donna dall’accento ‘padano’, che si presenta come una piemontese “adottata da Ostia” e dal “pedigree politico” berlusconiano, “ma ora – confessa la signora – non so più chi votare, ripongo le ultime speranze nella Lega”. In fondo alla sala si scorge l’ex calciatore della Roma di origini veronesi, Alberto Faccini, da anni impegnato nel mondo del volontariato internazionale con la Comunità Solidaristica “Popoli”.

Ma ad aggregare la platea è un elemento ben preciso, come sottolinea lo stesso senatore Volpi:La leadership di Matteo Salvini”.  Volpi racconta quindi senza giri di parole le iniziali perplessità della base leghista riguardo la volontà del segretario di far diventare la Lega una forza nazionale. “Nel partito abbiamo capito che ci sono troppi problemi e sfide comuni che vanno affrontati insieme a tutto il Paese”, spiega Volpi tornando sulle storiche battaglie condivise: stop all’immigrazione, sovranità monetaria e, per quanto riguarda le politiche sociali, “prima gli italiani”.  

Dunque la Lega partito di destra? Il senatore leghista precisa anche questo punto: Non c’è stato alcun spostamento a destra, le nostre ricette per uscire dalla crisi non hanno colore politico”.  Volpi ne ha poi anche per chi accusa la Lega di fare una politica miope, che porta voti al partito ma lo marginalizza come opposizione radicale: “Secondo alcuni con questa linea politica rischiamo di prendere il 20% ma senza vincere le elezioni, beh io rispondo che con il 20% dei consensi glielo facciamo vedere noi cosa significa fare opposizione, altro che quella finta dei grillini e di Forza Italia!”.

Volpi allora, rivolgendosi a Simone di Stefano, chiarisce perché la Lega ha voluto aprire un percorso comune con CasaPound: “Voi siete i rappresentati di una storia metapolitica e sociale unica,  ci siamo messi in dialogo con voi perché siete la vera destra moderna, quella che serve oggi per parlare al popolo”. Una destra, ha tenuto a sottolineare il senatore, “che ha gli stessi nostri obiettivi e che non contiene i ‘vecchi arnesi’ che hanno avuto le loro occasioni, fallendole tutte anche quando si sono ritrovati ad amministrare il territorio”.

E Volpi torna sull’identità nazional-popolare del nuovo fronte salviniano anche quando marca le distanze dal Pd: “Noi non siamo quelli delle cene a mille euro, siamo quelli che teniamo le sezioni aperte a spese nostre”.

Infine il senatore parla della difficile situazione di Ostia -  proprio nel giorno in cui Marino ha assunto i poteri di presidente del X Municipio, ad oltre tre settimane dalle dimissioni di Tassone – e lascia la sezione di “Sovranità” con una promessa: “Ci rivedremo presto, ad ottobre non voteremo solo per il rinnovo del consiglio del X Municipio, ma se saremo fortunati ci toglieremo dalle scatole anche Marino”. E in quel caso, c’è da starne certi, anche la Lega dirà la sua per la corsa al primo cittadino della Capitale.
autore / Marco Guerra
Marco Guerra
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