I fondatori della Ue a Roma con lo spettro di Brexit e dell'Isis

10 febbraio 2016 ore 13:44, Americo Mascarucci
I fondatori della Ue a Roma con lo spettro di Brexit e dell'Isis
I sei ministri degli Esteri degli Stati fondatori dell'Unione Europea sono riuniti a Roma per un incontro voluto dal ministro italiano Paolo Gentiloni, per parlare del futuro dell'Unione Europea e delle prospettive da mettere in campo per un rilancio del progetto di integrazione comunitaria, in vista del sessantesimo anniversario del Trattato di Roma. 
Oltre all'Italia sono presenti i rappresentanti di Belgio, Francia, Germania, Lussemburgo e Olanda. Si sono riuniti a Roma perché qui nel 1957 venne firmato il Trattato che ha dato vita all'Unione Europea e da qui hanno lanciato un appello a mettere da parte gli egoismi nazionali e fare fronte comune contro le molteplici sfide di oggi.
Un messaggio oggi più che mai attuale di fronte ai tentativi sempre più concreti di mettere a rischio quell'Unione Europea tanto inseguita e faticosamente costruita. La minaccia di Brexit, ossia l'uscita dalla Ue che aleggia sul Regno Unito e in altri paesi del continente spaventa chi, nell'Unione crede ancora a patto che l'Europa cambi direzione di marcia. 
Tanti i nodi sul tappeto.
"Sul tema delle migrazioni condividiamo la necessità di avere delle politiche comuni - ha spiegato Gentiloni - Non è possibile nel prossimo futuro immaginare che decisioni di singoli paesi possano mettere in discussione conquiste e risultati degli ultimi decenni, in particolare mi riferisco al trattato di Schengen". 
I Ministri hanno parlato di futuro dell’Unione Europea e delle prospettive di rilancio del processo di integrazione convenendo che bisogna rilanciare un' Unione ancora più integrata tra i popoli per rispondere al meglio alle sfide che si sono presentate.
"Il messaggio che i sei paesi fondatori dell'Unione europea vogliono lanciare a poco più di un anno dal 60esimo anniversario della firma del Trattato di Roma è un messaggio per l'Europa, in controtendenza a messaggi contro l'Europa che sembrano oggi molto diffusi - ha aggiunto il Ministro degli Esteri italiano - Noi siamo convinti che la prospettiva europea sia fondamentale per i nostri Paesi. La nostra iniziativa non è esclusiva e non vuole tener fuori altri Paesi. Il nostro proposito fin dal prossimo incontro, che ci sarà nei prossimi mesi in Belgio, è di coinvolgere anche altri stati membri dell'Ue". 

Rilanciare il progetto europeo significa anche per Gentiloni una "nuova strategia globale sulle politica estera e di difesa e un rafforzamento dell’azione contro le minacce terroristiche, nel pieno rispetto dei diritti umani e dello Stato di diritto. Su questo fronte, bisogna salvaguardare i valori comuni e fare di più per prevenire la radicalizzazione", 
caricamento in corso...
caricamento in corso...