Gasolio a Fiumicino, Montino: “Risarcirà l'Eni. Non c'è rischio per Roma, ma qui ci sono dei divieti"

10 novembre 2014 ore 14:05, Lucia Bigozzi
Gasolio a Fiumicino, Montino: “Risarcirà l'Eni. Non c'è rischio per Roma, ma qui ci sono dei divieti'
Germani reali e pesci morti, una quantità di gasolio ancora difficile da quantificare finita nella Riserva naturale, lavori di bonifica per arginare lo sversamento di gasolio dovuto ai furti di carburante dalla condotta dell'Eni. La conta dei danni il sindaco di Fiumicino, Esterino Montino, la farà domani nella riunione dell’Unità di crisi che ha convocato dopo il disastro dell’altro giorno. A Intelligonews racconta come stanno le cose al termine di un sopralluogo e chi pagherà il danno. E sui rischi… Sindaco, lei stamani ha fatto un sopralluogo nell’area dello sversamento. Qual è la situazione? «Durante il sopralluogo abbiamo costatato che la situazione è molto seria e molto grave. Mentre facevamo il punto, sono arrivati esponenti della Lipu che hanno mostrato germani reali, nutrie e una grande quantità di pesci morti. Ormai la catena alimentare animale è stata intaccata: i primi a morire sono i pesci e poi in una sorta di effetto domino, anche gli animali che si nutrono di pesci. Non sappiamo ancora quanto liquido sia finito nei canali, ma visto l’impatto si presume che si tratti di una quantità notevole ». Che rischi ci sono per la popolazione, l’ambiente e anche per Roma? «Per quanto riguarda Roma non c’è alcun rischio perché l’area interessata sta alla foce. Per quanto riguarda la popolazione, ho vietato la pesca e anche l’attività venatoria: l’area interessata dallo sversamento è compresa all’interno della Riserva naturale nazionale ma siccome sono stati aggrediti anche gli uccelli – abbiamo decine e decine di germani reali morti – proprio gli uccelli possono uscire dal territorio della riserva. Quindi ho dovuto vietare anche la caccia, oltre ovviamente all’utilizzo dell’acqua per irrigare le coltura e per abbeverare il bestiame. Per adesso lo sversamento a mare è molto contenuto, anche grazie all’impegno della Capitaneria di porto che insieme a noi sta lavorando per arginare l’inquinamento però, certo, il danno ambientale è altissimo». E’ possibile una stima di massima del danno? «Non lo sappiamo ancora. Domani ho convocato l’Unità di crisi con tutti i soggetti interessati compresa l’Eni. Va detto che Eni è presente e sta lavorando alla bonifica; proprio in quella sede faremo una prima stima, il punto sulle misure prese e quelle da prendere nei prossimi giorni». Lei non è stato tenero con Eni. Chi paga questo danno? «Paga l’Eni, non ci sono dubbi. E’ vero che rispetto a quanto accaduto Eni è vittima perché si tratta di tentativi riusciti di furto, ma è altrettanto vero che la condotta è di proprietà di Eni e quindi deve essere l’azienda a risarcire il danno, oltre agli interventi di bonifica che sta facendo». Cosa è stato fatto per limitare i danni del disastro? «Nell’immediato abbiamo tentato di circoscrivere l’area dello sversamento; abbiamo interrotto il corso di alcuni fossi che si immettevano su Rio Palidoro e da lì confluivano in mare. Abbiamo pompato acqua mista a gasolio, collocato barriere oleo-assorbenti nella zona della foce, bonificato i collettori. Abbiamo portato via una quantità enorme di liquido (acqua e gasolio) inquinato e continuiamo a togliere i pesci morti in modo tale da impedire che aironi o altri uccelli possano cibarsene. Tenga conto che questa è una zona molto ricca di fauna perché siamo dentro la Riserva naturale». Sindaco, la popolazione di Fiumicino può usare tranquillamente l’acqua del rubinetto di casa? «Assolutamente sì perché le condotte sono di Acea e viaggiano in completa sicurezza. E’ la stessa acqua di Roma, la gente non corre alcun rischio».
autore / Lucia Bigozzi
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