Storie romane. In lode di mio padre e di un impiegato (modello) dello Stato

11 aprile 2013 ore 13:28, Fabio Torriero
Storie romane. In lode di mio padre e di un impiegato (modello) dello Stato
Capita di entrare al mattino in un ufficio pubblico romano, dopo aver subìto un’ora di vessazioni e tormenti. Un’ora di zig-zag, ossia, la quotidiana guerra di sopravvivenza cittadina, prima di andare a lavorare. La solita corsa a cavallo di una moto (altrimenti salterebbe ogni appuntamento, gli autobus non passano mai, i taxi costano troppo) per le strade di Roma: vicoli e chilometri con macchine ferme, in fila; gente arrabbiata, aggressiva, che parla (quasi tutti) al cellulare (ma non è reato?) o rassegnata, caos e smog.
Capita di entrare in un ufficio pubblico e trovarsi tanti anziani, gente semplice, da strapaese, anche loro in fila, a metà annoiati e polemici, per ritirare tesserini di plastica. La scena si svolge all’interno del ministero dei Trasporti. L’ufficio in questione è il Centro Rilascio concessioni di viaggio (Ferservizi). Ovviamente le informazioni in mio possesso per il ritiro del tesserino, per nome e per conto di mio padre, erano parziali. Bisognava avere un appuntamento. Prendo il numeretto e sono il numero 51. La tabella segna il 27. Come minimo, devo aspettare due ore. Nervosismo vecchio (il traffico) e nuovo (l’attesa improduttiva) si accumulano. Ebbene sì, lo confesso: i miei pregiudizi sul pubblico, l’indolenza, arroganza e impreparazione manifesta dei suoi addetti, l’inferiorità antropologica di chi ci lavora, le strutture sporche, vecchie e non professionali, sono tarli duri a morire, entrati ormai nel mio modo di pensare. E con questo contrattempo tecnico, lo riconosco, sono riemersi nella loro forza e pienezza, come una mannaia giustizialista, per me che vengo e vivo nel privato, una professione che non ammette pigrizia, sgarri e deresponsabilizzazione (atteggiamenti pilateschi). Ebbene sì, lo confesso, sono figlio di un ferroviere in pensione: Gino Torriero, che ha dato tanto alla causa, in termini di serietà, impegno e dedizione al lavoro nel pubblico; tanti, tanti anni fa. Storie d’altri tempi: un’altra Roma, un’altra Italia. Ricordi che riaffiorano: giornate assolate, terse, strade con poche macchine, profumi di gelsomini e tanto verde. Ed io bambino che ogni tanto accompagnavo mio padre, lo venino a prendere o a trovare, non so. E ancora: Roma piena di filo-bus e la sua Seicento bianca, targata 411545 (numeri che, rispetto ad ora, assomigliano alla macchina di Paperino), parcheggiata dentro il ministero. Che differenza rispetto alla realtà di oggi. Una cosa, però, mio padre mi ha trasmesso, tramandato: la serietà delle cose, la serietà dei particolari, il senso delle istituzioni, della cosa pubblica. Essere dipendente pubblico, statale, è una missione, uno stile di vita, una forma mentis. Il pubblico superiore all’interesse individuale. La stessa forma mentis e la stessa dovizia di particolari che si sono tradotti nella sua pratica di richiesta di nuovo tesserino per il 2013: due buste con cedolini, deleghe, bollettini postali pagati e tante, troppe, spiegazioni pratiche, con relative date, tutte per me, ancora infante ed eternamente da consigliare (per i genitori siamo sempre figli). Una mentalità, quella di mio padre, molto diversa da quella di oggi, che sorprendentemente l’impiegato dello sportello ha avuto modo di apprezzare e riconoscere subito. Un impiegato, Michele Giudice, che nella frazione di un secondo, con le sue risposte, la sua disponibilità, il suo dna, ha smentito i miei pregiudizi. La pratica è andata a buon fine, la sostanza ha prevalso sulla forma burocratica e abbiamo anche avuto modo di scambiare alcune chiacchiere umane (parole non tecniche o di circostanza). Ne ho ricavato un’impressione ottima: un’eccellenza italiana, una persona preparata, nell’anonimato di una struttura ministeriale, una persona preparata anche in altri campi (la comunicazione e lo sport), capace di dosare cuore e ragione, iniziativa e professionalità. Il pubblico ha ancora gente come lui.
caricamento in corso...
caricamento in corso...