Roma (pena) Capitale, il centrodestra non passa la prova e va alla primarie?

11 febbraio 2016 ore 14:05, Americo Mascarucci
Roma (pena) Capitale, il centrodestra non passa la prova e va alla primarie?
Dunque, ricapitolando, dove eravamo rimasti?
Rita Dalla Chiesa proposta da Giorgia Meloni come candidato sindaco di Roma dopo una giornata passata a ragionarci sopra e ad aspettare che dai vertici del centrodestra giungesse un sostanziale via libera mai arrivato, in serata ha detto no ribadendo che il suo mestiere è un altro, quello cioè di fare televisione.
Eppure l'idea pare l'avesse accarezzata, e pure parecchio. C'è chi sostiene che il passo indietro della Dalla Chiesa sia da leggere in chiave pro-Marchini ossia per non compromettere le possibilità che l'imprenditore possa diventare il candidato sindaco del centrodestra.
Una possibilità meno remota dopo che su di lui è caduto il veto di Matteo Salvini (ma permane quello della Meloni e dei Fratelli d'Italia) che tuttavia nelle ultime ore ha lanciato l'ex presidente della Camera Irene Pivetti. 
Di fronte allo stallo sulla scelta dei candidati Salvini, è arrivato anche a proporre il ricorso alle primarie. In un'intervista al quotidiano romano Il Messaggero il leader del Carroccio ha dichiarato: "A Roma dobbiamo dare la parola al popolo e ai cittadini attraverso le primarie. Con la sinistra in disfatta e il M5S che non sembra dare segni di esistenza in vita al punto che forse non vogliono vincere, qualcuno pensa che ce la possiamo prendere comoda ma io non mi fido. A Roma ci sono sensibilità diverse, candidature multiple, veti, candidati che compaiono e scompaiono nel giro di poche ore". Da qui la necessità del ricorso alle primarie: "Non saranno però come quelle del Pd a Milano dove ha votato anche chi non sa una parola di italiano o come quelle dei grillini dove al massimo votano 30 persone" precisa Salvini.
A stretto giro è arrivata la risposta negativa di Forza Italia per bocca dell'europarlamentare azzurro Antonio Tajani per il quale "i leader del centrodestra avranno la capacità di individuare il candidato vincente per Roma, senza bisogno di ricorrere ad uno strumento che si è rivelato inefficace per la sinistra".
Peccato però che questa capacità di mediazione di Silvio Berlusconi stenti a decollare, anzi nelle ultime ore l'ex Cavaliere sembrerebbe aver complicato parecchio la partita resuscitando la candidatura di Guido Bertolaso definitivamente tramontata dopo che lo stesso aveva dichiarato di non poter accettare per seri problemi familiari legati alle condizioni di salute di una nipote. Ebbene ieri Berlusconi ha annunciato un ripensamento dell'ex sottosegretario alla Protezione Civile il quale, niente meno, sarebbe ad un passo dal dire sì. E così la situazione è tornata al punto di partenza. 
Sembra sfumata almeno per ora la candidatura del magistrato Simonetta Matone, proposta da Berlusconi dopo la rinuncia di Bertolaso e gradita anche al Carroccio, ma ora evidentemente caduta complice il possibile ripensamento dell'ex numero uno della Protezione Civile.
Della serie: tante chiacchiere e il ragno sta ancora nel buco

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