Mafia Capitale, il consigliere Onorato: "Via Marino, voto a maggio. Tocca a Marchini"

11 giugno 2015, Marta Moriconi
L'inchiesta su Mafia Capitale non si ferma, e cresce. Scorrendo l’agenda di Buzzi, ritenuto il braccio “sinistro” dell’ex Nar Massimo Carminati, si trovano appuntamenti con tutti, politici di destra e di sinistra che avrebbe finanziato regolarmente e "lecitamente" come afferma lui stesso durante un interrogatorio. 
E mentre escono intercettazioni e notizie che mettono a rischio il Pd romano, difeso strenuamente dal commissario
Mafia Capitale, il consigliere Onorato: 'Via Marino, voto a maggio. Tocca a Marchini'
Matteo Orfini, e lo stesso Ignazio Marino finisce nell'occhio del ciclone con tanto di prove di contatto tra la sua segreteria e "l'uomo d'affari" agli arresti, abbiamo intercettato Alessandro Onorato, consigliere della Lista Marchini, tra i pochi estranei ai fatti, che si unisce al coro che chiede le dimissioni  del sindaco Marino, "commissario subito ed elezioni a maggio". E avverte che Alfio Marchini è pronto...

M5S e CasaPound, Ncd, FdI e Noi con Salvini ieri hanno chiesto le dimissioni di tutti. È d'accordo o ritiene che la soluzione potrebbe essere un'altra? Intanto Marino avverte che il suo eventuale addio "sembrerebbe il mondo al contrario". È così?

"Marino dovrebbe dimettersi. Commissario subito ed elezioni a maggio, lo diciamo da tempo. Quello che sta emergendo è solo la punta di un iceberg ma, a prescindere dagli scandali attuali, il problema è che la città non è governata. Dai rifiuti al decoro, passando per la sicurezza fino ai trasporti: sono tante le emergenze che non sono state minimamente affrontate da questa amministrazione. La paralisi dura da troppo tempo ed è arrivato il momento di restituire ai romani la speranza".

Sempre il Sindaco ha cercato di sdrammatizzare contro l'assedio al Campidoglio con un segno di vittoria con le mani. Ha perfino lanciato baci all'indirizzo di chi vorrebbe rimandarlo a casa. Come valuta il suo comportamento, attenendoci al dato politico, ma anche a quello più umano? Non è un atteggiamento che stride con la grave situazione in cui versa la Capitale? 

"Questo è il rispetto di Marino verso i cittadini romani. Ma la scena più vergognosa è stata quella a cui abbiamo assistito fuori dll'Aula, all'ingresso del Campidoglio: portone sbarrato per paura delle proteste, con i cronisti e gli stessi dipendenti comunali chiusi fuori. Per non parlare dei lavoratori e dei cittadini che protestavano legittimamente: completamente ignorati. Questa è la metafora della  giunta Marino: il Sindaco arroccato in Campidoglio che si permette di schernire il pubblico, e fuori la realtà di una città allo sbando che chiede un reale cambiamento".

Ospite della trasmissione Di Martedì, Marino ha dichiarato: "Sulla mia giunta io garantisco. Ho degli assessori straordinari"... Ha dimenticato l'indagato Ozzimo? E se non si è accorto di nulla, non è colpevole come se si fosse accorto? E poi sui voti chi può garantire il regolare svolgimento delle elezioni? 

"Siamo convintamente garantisti e vogliamo continuare ad esserlo, ma se fossi il Sindaco starei attento a mettere la mano sul fuoco. Nel primo anno della sua amministrazione, infatti, Buzzi e soci hanno ottenuto appalti per decine e decine di milioni di euro". 

Se si andasse al voto, Marchini Sindaco? E l'arrivo del M5S su Roma fa paura? 

"Certo, il nostro candidato Sindaco è Alfio Marchini: stiamo lavorando con nove centri studi ormai da due anni a un programma alternativo per la nostra città, per riportare lavoro, legalità e speranza. Quanto al Movimento 5 Stelle a Roma, sono dei bravi ragazzi ma non basta sventolare dei cartelli con degli slogan per salvare la Capitale d’Italia".

Orfini difende Marino, che cosa ne pensa della strategia del commissario Pd romano? E come valuta le parole di Cantone e Sabella? 

"Il Pd sta sottovalutando la gravità di questa inchiesta. Abbiamo molta fiducia in Cantone e stima di Sabella, ma è arrivato il momento di guardare la realtà negli occhi: al di là del coinvolgimento penale dei singoli, questa giunta non ha più credibilità  politica. Roma non può permettersi di restare paralizzata ancora a lungo: è ora di dare una svolta e di tornare ad affrontare i problemi e le emergenze della città per restituire lavoro e speranza". 

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