Mafia Capitale, Ghera (FdI) l'incorruttibile: "Altro che fascio-mafia. Perché Marino teme il voto?"

11 giugno 2015, Marco Guerra
Mafia Capitale, Ghera (FdI) l'incorruttibile: 'Altro che fascio-mafia. Perché Marino teme il voto?'
“Altro che fascio-mafia, con la sinistra c’è stato un aumento incontrollato degli affidamenti diretti alle coop”. Così ad IntelligoNews, il capogruppo di Fratelli d’Italia al Comune di Roma, Fabrizio Ghera, che ora chiede dimissioni di massa, cioè di tutti i consiglieri per andare al voto.

Che effetto le fa leggere le intercettazioni dove Buzzi diceva che aveva comprato tutti tranne lei…

«Fa piacere essere citato come un “onesto”, tuttavia non sono l’unico perché sono sicuro che Buzzi era solito fare anche un po’ di millanteria delle sue conoscenze e dei suoi contatti. Segnalo comunque di aver rinunciato alla macchina di servizio dal primo giorno della consigliatura, e sono anche uno dei pochi che non usufruisce dei rimborsi per le assenze dal lavoro per presenziare al consiglio comunale. Insomma, mi faccio bastare i gettoni di presenza coi i quali si raggiungono circa 1500 euro al mese».

Diciamo anche che ora è evidente che non si può più parlare di fascio-mafia creata solo dalla precedete amministrazione…

«Io ho fatto una richiesta di accesso agli atti dalla quale emerge che, con l’avvento della sinistra in Campidoglio, gli affidamenti diretti di servizi alle cooperative sono aumentati esponenzialmente. Molti romani ricorderanno la foto del maiale che rovistava la spazzatura in periferia a Roma. Beh, ho scoperto che il Comune dopo quella vicenda avrebbe stanziato 5 milioni di euro per una pulizia straordinaria delle strade rigirata alle solite coop».

Lunedì scorso lei ha inviato una lettera a tutti i consiglieri comunali per chiedere le dimissioni di massa…

«Sì perché l’autoscioglimento e le elezioni sono l’unico modo per evitare il commissariamento piuttosto che l’eventuale blocco di tutte le attività amministrative della città. Ora si rischia di non governare Roma almeno per diversi mesi, dal momento che il prefetto si è riservato di valutare la situazione fino al 30 luglio, poi manderà tutto al ministero dell’Interno che, con le ferie estive di mezzo, prima di ottobre non sarà in grado di portare al Consiglio dei ministri un decreto ministeriale di scioglimento del Comune. E alla fine di questo iter sarà comunque Renzi a decidere, e sappiamo tutti che il premier già si è espresso a favore di un proseguimento della consigliatura Marino. Tutta questa “tiritera” servirà solo a ingessare Roma per altri cinque mesi».

Con quali conseguenze?

«Abbiamo migliaia di lavoratori del terzo settore che non prendono più lo stipendio perché i dirigenti comunali ora hanno paura di firmare i pagamenti verso le cooperative. Inoltre, il nuovo bando per le pulizie nelle scuole, diviso in cinque lotti,  rischia di creare nuovi licenziamenti dal momento che è al massimo ribasso e che molte coop per vincerlo si rifaranno sul costo del personale. Il risultato saranno scuole più sporche e nuovi disoccupati. E poi adesso siamo di fatto commissariati da Orfini; il Pd e tutto il consiglio hanno perso la loro autonomia a la serenità che serve per votare le varie delibere e assumere importanti decisioni. La città non può perdere ulteriore tempo, se ci sciogliamo adesso, massimo per la primavera del 2016 si va a nuove elezioni. Se Marino è tanto convinto di aver fatto bene perché teme di tornare al voto?».

Ma lei non aveva alcun sentore mentre montava il sistema di corruttela?

«Se lo avessi avuto avrei denunciato tutto, come penso lo avrebbe fatto anche lo stesso sindaco. La procura ha impiegato anni per scoperchiare tutto questo. Ripeto: la cosa che è emersa con la richiesta di accesso agli atti è che con la precedente amministrazione la procedura di affidamento diretto alle coop era molto più ridotta. Emblematico è il caso dell’Agenzia per le tossico-dipendenze, che durante la passata consigliatura introdusse procedure di bando per l’affidamento dei servizi negli anni 2009, 2010, 2011 e 2012 nel pieno rispetto della normativa vigente. Con l’arrivo della sinistra, che tra l’altro voleva chiuderla, tutto è tornato come prima».

In caso di elezioni le farebbe piacere vedere Giorgia Meloni, segretario del suo partito, candidata a Sindaco di Roma?

«Sarebbe una cosa ottima e sarebbe da auspicare l’unità di tutto il centrodestra su una base programmatica. Ad ogni modo, a scegliere il candidato dovrebbe essere tutto il popolo di centro-destra attraverso le primarie. Da parte mia in questi mesi metterò il massimo impegno per mandare a casa Marino».
autore / Marco Guerra
Marco Guerra
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