Roma allagata, la Raggi se la prende con le fogne: problemi noti

11 settembre 2017 ore 16:10, Luca Lippi
Investita da una bomba di critiche, il sindaco di Roma, Virginia Raggi, ha risposto ai romani e lanciato messaggi. Passata la sfuriata dei romani e dei media che l’hanno cavalcata, il numero uno della Capitale ha rilasciato una lunga dichiarazione o autodifesa ma a tratti anche una requisitoria. Il nubifragio c’è stato, era ampiamente atteso (tre mesi di siccità non possono far credere che non segua una pioggia monsonica e la città di Roma si è trasformata in un incubo per tutti, così come accadeva con Marino e poi con Alemanno e così via.
Ora c’è la conta dei danni e anche la paura che l’ncubo non sia finito, il maltempo è latente.
Virginia Raggi ha voluto rispondere a tutto, almeno ha tentato di farlo cercando di trovare una via di uscita da una situazione che lei stesso, ai tempi di quando era assessore, contestava al sindaco Marino.
Ha spiagato il primo cittadino di Roma: “È stato un nubifragio eccezionale che, come avete visto, ha scaricato su Roma oltre 100 mm di acqua in nemmeno tre ore. E’ stato effettivamente un evento estremamente violento con una quantità d’acqua molto importante. L’amministrazione fin dallo scorso anno ha avviato dei lavori, rimettendoli come ordinari, quelli di pulizia dei tombini e delle caditoie oltre a quelli sulle alberature. Roma ha oltre 800.000 tra chiusini, caditoie e tombini e 321mila alberature. Serve dunque un lavoro costante, ogni anno, per tutto l’anno”.
Roma allagata, la Raggi se la prende con le fogne: problemi noti
I DANNI
Al momento si può fare una stima ‘a vista’, parliamo di case, cantine, box allagati, voragini e tombini saltati. In tutto questo si inserisce la polemica che vede ‘i grillini’ contro il resto del mondo. I danni veri e propri sono il disagio per una cittadinanza costretta in casa, i danni per qualcuno che ha dovuto vedere la propria auto sommersa dall’acqua, insomma danni derivanti dall’invivibilità di una metropoli che alle soglie del terzo millennio manifesta criticità degne del secolo scorso.
La metro ha avuto la solita battuta d’arresto, in realtà chiuse sei fermate, ma i convogli hanno viaggiato comunque. Dalle ore 8:00 e fino a mezzogiorno, a Roma e provincia sono stati registrati circa 60 interventi dei Vigili del Fuoco (poi triplicati entro sera), principalmente a causa dei disagi provocati dal maltempo, in particolare per danni d'acqua negli appartamenti, allagamenti a cantine e cortili interni oltre naturalmente che soccorsi a persone bloccate in auto a causa di cadute di rami, caditoie e tombini ostruiti da foglie o immondizia. 

LE CRITICHE
La manutenzione di una metropoli, la manutenzione di Roma è il vero problema. È su questo che i romani si sono accaniti. Il sindaco si difende: "Questi nubifragi sono indice di un cambiamento climatico in atto. Ci stiamo attrezzando, abbiamo sottoposto alla Regione un piano di assetto idrogeologico, che spero a breve venga sottoscritto, stiamo riattivando l'ufficio sul dissesto idrogeologico e dovremmo ripensare completamente a rivedere il sistema fognario perché i mutamenti climatici ci mettono davanti esigenze per le quali il nostro Paese non è preparato". Tutto giusto, però la centralina Acea sotto terra a viale Germanico sarebbe da spostare comunque perché ogni volta che c’è un temporale si allaga e fa saltare la corrente a tutto il quartiere. Per non parlare delle potature o della manutenzione strade che a furia di ricoprire con l’asfalto le fenditure di scolo diventano sempre più strette.
Insomma, se poteva andare peggio, è altrettanto giusto dire che poteva andare anche meglio, del resto i nubifragi a Roma stanno diventando una consuetudine, c’erano anche prima dell’anno zero, quello del debutto del M5S alla guida capitolina. 

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autore / Luca Lippi
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