Liste d'attesa nel Lazio, 3 mesi per abbatterle: nuovi criteri e priorità

12 aprile 2017 ore 10:30, Americo Mascarucci
"Abbatteremo le liste di attesa nel Lazio entre tre mesi, almeno il 90 per cento delle prescrizioni di primo accesso a visite e accertamenti sanitari riceveranno risposta entro i termini indicati a livello nazionale, cioè 30-60 giorni massimo". E' quanto assicurato dal Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti durante la presentazione del Piano Regionale per il Governo delle liste d'attesa avvenuta alla presenza insieme del ministro della Salute Beatrice Lorenzin e del direttore della cabina di regia della sanità Alessio d'Amato. L’obiettivo del Piano anti-liste del Lazio è arrivare in due anni al 90% delle prestazioni erogate entro i tempi stabiliti e nel luogo più vicino ai cittadini. 
Liste d'attesa nel Lazio, 3 mesi per abbatterle: nuovi criteri e priorità
La situazione delle liste dìattesa nel Lazio è a dir poco allarmante: secondo i dati del ReCup regionale, per più di cento esami i tempi di attesa superano i cento giorni e per quarantadue test bisogna aspettare almeno un anno.
Se poi l’esame da fare è un ecodoppler dei tronchi sovraortici, una risonanza magnetica o una ecografia dell’addome superiore è quasi impossibile fissare appuntamenti in regime di prenotazione ordinaria. 

LE NOVITA'
Il documento approvato con Decreto del Commissario ad Acta, prevede un sostanziale aggiornamento del vecchio piano per le prestazioni di specialistica ambulatoriale, con alcune novità riguardanti i criteri per l'individuazione degli Ambiti di garanzia e i Progetti straordinari per l'abbattimento delle liste di attesa. 
"Il decreto è il frutto di un ampio accordo e di un lavoro di condivisione e studio della Regione Lazio con le organizzazioni sindacali (Cgil, Cisl e Uil) e quelle della Medicina Generale (Fimmg, Smi, Snami, Intesa Sindacale) - ha spiegato Zingaretti - non è più accettabile che se si entra in una struttura pubblica se si paga si fa l'analisi il giorno dopo, se non si può pagare magari arriva dopo 4, 5 o 6 mesi. Abbiamo approvato un piano, investiamo 10 milioni di euro, laboratori e ospedali saranno aperti anche nei fine settimana e fino alle 22 per dare più slot alle prenotazioni e per le analisi. Attiveremo da maggio dei luoghi dentro le case della salute o nei laboratori si potrà andare anche senza prenotazione, magari aspettando qualche ora per fare le analisi". 
Per il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin "le liste di attesa sono la bestia nera del rapporto tra il cittadino e i Servizi sanitari regionali e il piano della Regione Lazio è molto efficace perché mette insieme tutte le best practice che sono state realizzate in Italia del Nord per risolvere le liste d’attesa. È ovviamente un piano innovativo per il Lazio, che cambia le abitudini e il rapporto che c’è tra paziente, medico e sistema nazionale regionale. Ha un piano, un timing di 12 settimane per esaurire le code dal momento in cui entra in vigore e poi andando a regime porterà le liste di attesa entro i limiti nazionali"
"Quello che ho segnalato – ha spiegato ancora Lorenzin– è di aumentare il coinvolgimento dei direttori generali, un tema di obiettivo che abbiamo dato nel sistema nazionale, che richiede un monitoraggio e un coordinamento di ogni singolo direttore generale per arrivare ai risultati. Se raggiungeremo questo obiettivo ci sarà un vero e proprio cambio di qualità, nello smaltimento delle liste d’attesa e si ridurrà moltissimo anche l’approccio ai pronto soccorso risolvendo così una serie di questioni e di stress del sistema sanitario".

I NUMERI
Per quanto riguarda la prima classe di prestazioni, relativa al primo accesso, il medico dovrà indicare il grado di urgenza della prestazione richiesta sulla base di criteri clinici condivisi:
•    u = urgente da eseguire entro 72 ore
•    b = breve 10 gg
•    d = differibile 30 gg per le visite
60 gg per le prestazioni strumentali
•    p = programmata 180 gg
"Oggi tutte le prestazioni finivano in un unico flusso: - ha aggiunto ancora Zingaretti - dall’esame oncologico prescritto d’urgenza dal medico al richiamo per un paziente cronico con diabete, che dovrà fare una visita di controllo una volta l’anno. Adesso invece separiamo il primo accesso, cioè le prime visite e le prime prestazioni terapeutiche, da tutte le visite di controllo che non hanno urgenza di essere effettuate e che possono essere programmate direttamente dai medici o dalle strutture, senza passare per le liste di attesa ma per liste di prenotazione. D’ora in poi, avremo quindi due flussi distinti, a beneficio delle aree relative alle prestazioni più urgenti e più critiche".

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