Si tratta di affari matrimoniali: in cambio della fede i permessi di soggiorno

12 gennaio 2016 ore 16:40, Americo Mascarucci
Favoreggiamento dell’immigrazione clandestina attraverso matrimoni combinati. 
Con questa accusa sono finite agli arresti diciotto persone, tredici italiani e cinque stranieri, nell’ambito di un’inchiesta denominata Magna Grecia condotta dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Roma.
I diciotto indagati sono ritenuti responsabili di aver avviato un'attività volta al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, alla permanenza sul territorio italiano di cittadini stranieri, dietro pagamento di ingenti somme di denaro, e allo spaccio di sostanze stupefacenti. 
La cifra che gli stranieri pagavano per i matrimoni combinati era di circa diecimila euro. Le donne, che si prestavano al gioco, venivano invece pagate 500 euro. Il giro d'affari dell'organizzazione è stimato in 300mila euro in tre mesi ma le cifre sono sicuramente superiori. 
In alcuni casi i viaggi sono andati a vuoto, magari per l'uso di documenti d'identità grossolanamente falsificati. In questi casi le donne non sono state pagate. Dalle intercettazioni è emerso che alcune donne sposate con stranieri stavano già avviando le pratiche del divorzio per potersi sposare nuovamente e guadagnare altri soldi. 
Il meccanismo, messo in atto dall'organizzazione, si svolgeva in varie fasi. Il capo dell'organizzazione, un siriano di 43 anni, già arrestato nel 2011, reclutava in Italia donne in difficoltà economica di età compresa tra i 20 e i 40 anni e le inviava in Grecia. Lì le donne, che spesso avevano anche una famiglia in Italia, incontravano gli stranieri. In alcuni casi le donne si fingevano fidanzate degli stranieri, che venivano dotati di documenti falsi e li aiutavano a entrare in Italia.
In altri casi invece la 'coppia' veniva portata in Egitto dove si celebrava poi il matrimonio. L'unione, una volta registrata in Italia, attraverso la procedura per il ricongiungimento familiare, permetteva allo straniero di ottenere i documenti per restare in Italia. "L'operazione - ha spiegato il comandante del Reparto Operativo del comando provinciale dei carabinieri di Roma Giuseppe Donnarumma - corona il lavoro del Gruppo carabinieri di Frascati e della compagnia di Pomezia. L'attività di indagine, cominciata un anno e mezzo fa, si è sviluppata dallo spaccio di stupefacenti sul litorale e in particolare ad Ardea, a Torvajanica e Anzio, per arrivare poi al favoreggiamento dell'immigrazione, colpendo quindi un'organizzazione molto più insidiosa". Accusa quella dello spaccio di droga che tuttavia riguarderebbe soltanto alcuni dei diciotto indagati.

Si tratta di affari matrimoniali: in cambio della fede i permessi di soggiorno
Le indagini, dirette dalla Procura della Repubblica di Velletri, hanno consentito in particolare di accertare che gli indagati procuravano l'ingresso illegale dalla Grecia in Italia di stranieri - originari prevalentemente del Medio Oriente - organizzando anche per costoro matrimoni simulati con cittadine italiane in modo da far ottenere la carta di soggiorno per motivi familiari. Impiegati nell'operazione oltre 150 i Carabinieri supportati da unità cinofile e un elicottero. I militari hanno perquisito anche le abitazioni degli indagati. 

caricamento in corso...
caricamento in corso...