La guerra del Donbass entra in Parlamento. Totaro (FdI): "E' Europa delle bombe"

12 luglio 2017 ore 16:54, Americo Mascarucci
C'è una guerra nel cuore dell'Europa e riguarda il Donbass regione che si è staccata unilateralmente dall'Ucraina e da allora sta pagando a caro prezzo il suo separatismo. La guerra dell'Ucraina orientale o guerra del Donbass, inizialmente indicata come rivolta (o crisi) dell'Ucraina orientale ha avuto inizio il 6 aprile 2014, quando alcuni manifestanti filo-russi armati, secondo le testimonianze, si sono impadroniti di alcuni palazzi governativi dell'Ucraina orientale, ossia nelle regioni di Donetsk, Luhansk e Kharkiv. Durante la guerra dell'Ucraina orientale i separatisti chiesero un referendum riguardo allo status delle loro regioni all'interno dell'Ucraina, i quali si tennero l'11 maggio 2014. Intanto, dal 6 aprile, sono state due le repubbliche che si sono proclamate indipendenti: la Repubblica Popolare di Donetsk e la Repubblica Popolare di Luhansk. Il 24 maggio 2014, sempre attraverso un referendum, venne proclamata una federazione tra queste due repubbliche popolari, lo Stato federale della Nuova Russia.
La guerra del Donbass entra in Parlamento. Totaro (FdI): 'E' Europa delle bombe'

L'INIZIATIVA - Presso la sala stampa della Camera dei Deputati è stata indetta questo pomeriggio una conferenza stampa intitolata "Donbass, una guerra sulla coscienza dell'Europa" che ha visto la partecipazione del deputato di Fratelli d'Italia Achille Totaro. di Maurizio Marrone rappresentante della Repubblica di Donetsk in Italia, Irina Osipova presidente di RIM Govani italo-russi, Daniele Macris del centro di cultura italiana presso l'Università di Lugansk.  
Intanto si è appreso che nell'ambito della Conferenza mediterranea, uno degli appuntamenti che anticipano la presidenza di turno dell'organizzazione che l'Italia assumera' nel 2018, Alfano ha incontrato gli omologhi russo e svizzero, rispettivamente, Sergej Lavrov e Didier Burkhalter. Con Lavrov si e' parlato della crisi ucraina, dei conflitti congelati in Europa orientale, di crisi migratoria e delle sfide provenienti dalla sponda sud del Mediterraneo, tutti temi che saranno centrali durante la presidenza di turno italiana dell'Osce. Alfano e Lavrov hanno inoltre discusso delle principali crisi internazionali a cominciare dal conflitto in Ucraina, in relazione al quale il ministro italiano ha espresso forte preoccupazione per le persistenti tensioni in Donbass e per le ricadute negative su un negoziato già complesso e innanzitutto sulla popolazione civile. 
Intelligonews ha raggiunto il deputato di FdI Achille Totaro.

Perché la conferenza di oggi alla Camera dei Deputati?

"E' un'iniziativa che si inserisce in un quadro più ampio. Già in passato avevo presentato un'interrogazione al Presidente Gentiloni e al ministro Alfano per sapere cosa realmente stesse accadendo in quell'area perché avevamo informazioni in merito a bombardamenti di civili nel Donbass nonostante la presenza di forze Osce che avrebbero dovuto controllare una situazione di non belligeranza. Alle mie interrogazioni non fu data risposta. Siamo in presenza di un conflitto che rimane oscuro ai più, e nonostante si tratti di un'area dell'Europa alle nostre porte nessuno ne parla. A livello europeo su certi temi si è scelta sempre la strada del dialogo, del riconoscimento delle autonomie alle minoranze linguistiche, come avviene ad esempio nell'Alto Adige con i cittadini di lingua tedesca che hanno addirittura privilegi rispetto a quelli di lingua italiana. Invece nel Donbass l'Ucraina e la Nato rispondono con le bombe e le sanzioni, quando invece sarebbe necessaria un'azione politica e non militare che porti al riconoscimento dei diritti delle minoranze".

Perché non se ne parla?

"Dà fastidio perché è la raffigurazione di un fallimento dell'Europa, l'Europa dei diritti civili, delle libertà e della democrazia che in quell'area invece risponde bombardando le popolazioni civili. Noi abbiamo voluto rompere il muro del silenzio".

E' vero che avete subito pressioni perché la conferenza non si tenesse?

"Sì, c'è stato l'intervento contrario dell'ambasciatore dell'Ucraina. Non ho capito perché la cosa lo abbia disturbato visto che siamo in presenza di un conflitto nell'ambito del quale non si tirano confetti ma bombe. Non è che quelli che loro chiamano ribelli sparano mentre il governo ucraino risponde con i comunicati stampa. C'è una guerra di fatto di cui si deve parlare. Forse ha dato fastidio il fatto che nella Camera dei Deputati per la prima volta si sia parlato di una vicenda che molti vorrebbero restasse nascosta" .

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