Marcia su Roma, Fiore (FN): "Alle polemiche sul 28 rispondo: nessun divieto"

12 ottobre 2017 ore 15:02, Andrea Barcariol
Sta facendo discutere molto la "marcia dei patrioti",  manifestazione organizzata da Forza Nuova per il 28 ottobre nella capitale, lo stesso giorno della nota "marcia su Roma" con cui il Partito fascista di Mussolini prese il potere il 28 ottobre del 1922. Il ministro Minniti ha ribadito la sua contrarietà alla manifestazione ma sulla pagina Fb del partito di estrema destra vengono diffusi altri dettagli sull'iniziativa. Sulla vicenda IntelligoNews ha intervistato Roberto Fiore, leader di Forza Nuova.

Marcia su Roma, Fiore (FN): 'Alle polemiche sul 28 rispondo: nessun divieto'
Ci può fare l'identikit del partecipante alla manifestazione del 28 ottobre?

"Stiamo parlando di un migliaio di persone aderenti a Forza Nuova, ma anche di tanti italiani normalissimi che sentono di aver trovato uno strumento importante per protestare contro un sistema che sembra irrigidirsi dal punto di vista della libertà politica con proibizioni, derive autoritarie, anti-sociali e anti-italiane. Noi abbiamo avuto problemi anche in determinati quartieri popolari".

Andate avanti nonostante i divieti di Viminale e Questura?

"In questo momento noi non abbiamo nessun divieto".

Ancora non si conoscono bene i dettagli: sarà un corteo o una manifestazione statica?

"Sarà un corteo".

L'Eur scelta simbolica?

"L'unico simbolo che possiamo vedere in questo è un fatto storico. Riteniamo assurdo che dopo 95 anni ci siano proibizioni di questo tipo. Tutto ciò non è più tollerabile".

Il New Yorker ha auspicato la distruzione in Italia dei monumenti fascisti prendendo spunto proprio dal Palazzo della Civiltà Italiana. Un commento?

"Sono cose che non prendiamo neanche in considerazione e che in questo momento impazzano in tutto il mondo, come togliere il Colombus day. I popoli però stanno reagendo con intelligenza e tenacia. Le élite che non contano più nulla e perdono il controllo del gioco si intristiscono e diventano più cattive".

L'Anpi auspica l'intervento dello Stato. Cosa replica?

"Noi vorremmo che lo Stato intervenisse più spesso e più fermamente nei quartieri dove si perpetuano violenze continue nei confronti degli italiani, dove si sono caos e criminalità. Lì deve intervenire lo Stato, non per bloccare manifestazioni di liberissimi cittadini".

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