Un "complotto" contro Berdini: l'assessore e quella lettera "di cemento" a Raggi

13 febbraio 2017 ore 11:56, Andrea De Angelis
Il caso Berdini sembra aver messo in soffitta sia quelli legati a Marra che, in parte, a Romeo. Il sindaco Raggi, come se non bastessero le grane accumulate in questi mesi, è ora alle prese con quello che sta diventando anche un tormentone mediatico, con tanto di interviste "a puntate": prima il giudizio sul sindaco, poi quella parola "amanti" che ha riempito nuovamente i giornali. Premesso che le questioni di Roma interessano poco al resto d'Italia, sarebbe ipocrita negare che già dal primo giorno il governo del Campidoglio è stato per il Movimento 5 Stelle un banco di prova in visto del prossimo voto nazionale. Anche per questo ogni novità finisce in prima pagina, in maniera legittima o meno. 

La lettera di Berdini
Partiamo dall'ultimo avvenimento. Oggi potrebbe essere l'ultimo giorno da assessore per Berdini, il cui futuro, salvo sorprese dell'ultima ora, è ormai deciso. Proprio per questo lui si difende, scrivendo una lettera nella quale spiega le ragioni dell'accanimento nei suoi confronti. "Da mercoledì scorso sono sottoposto a una criminosa macchina del fango che non riuscirà a scalfire di un millimetro una vita dedicata alla difesa della legalità e del bene comune". Lo afferma in una lettera a Il Fatto quotidiano l’assessore all’Urbanistica al Comune di Roma Paolo Berdini, dicendosi vittima di un "accanimento mediatico senza precedenti". "E c’è un perché - osserva - la posta in gioco è alta e si chiama stadio di Tor di Valle. Insieme a una complessiva azione di rientro nella legalità che la giunta Raggi, seppur tra incertezze e inadeguatezze, ha portato avanti finora". "Per mesi - sottolinea - sono stato l’assessore "contro", anche nella riunione che si è tenuta martedì 7 febbraio nel mio assessorato. Che non si è conclusa come i fautori del progetto speravano. "Il giorno seguente, guarda caso, viene pubblicata un’intervista truffa". 

Un 'complotto' contro Berdini: l'assessore e quella lettera 'di cemento' a Raggi
Le scuse di Berdini
Prima della lettera erano però arrivate anche le scuse al sindaco. Dalle colonne di 'Repubblica', Berdini in un colloquio, fa autocritica: "La verità - si sfoga - è che mi vergogno. Ho combinato un casino, provocato un danno non solo a me stesso, quello ormai mi interessa poco, ma a Virginia e a una squadra che proprio non lo meritava. In tarda età scoprire di essere un perfetto idiota è davvero un brutto risveglio".

Berdini vuole restare
Nella lettera pubblicata da Il Fatto Quotidiano, conclude Berdini: "Oggi il m5s, se vuole, ha la grande opportunità di continuare l'azione fin qui intrapresa per far cambiare passo a Roma. Lo stadio di Tor di Valle è il banco di prova per fermare blocchi di potere che da sempre difendono la speculazione fondiaria e finanziaria a scapito dei diritti dei cittadini. Se la Raggi vuole fare questa battaglia mi troverà al suo fianco. In caso contrario, le mie dimissioni sono già sul suo tavolo".

La riserva
Il sindaco Raggi ha parlato lo scorso venerdì di Paolo Berdini e delle sue parole in un colloquio con la 'Stampa' nel quale definiva la sindaca "impreparata" e "circondata da una banda". "Se mi fido ancora di Berdini? Non ho ancora sciolto la riserva". Così il primo cittadino di Roma parlando a margine delle celebrazioni in Campidoglio per le foibe. Mentre a chi le chiedeva se avesse pensato al nome di Emanuele Montini come suo sostituto, la Raggi replica: "Montini lavora già con noi, è il capo staff dell'assessore Baldassare, studiate meglio".

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