I funerali del piccolo Marco morto in metro: lacrime e fiori bianchi

13 luglio 2015, Americo Mascarucci
Cerimonia laica per dare l’addio al piccolo Marco, il bimbo morto giovedì nella stazione della Metro A Furio Camillo, precipitando nel vano ascensore. 

I funerali del piccolo Marco morto in metro: lacrime e fiori bianchi
La cerimonia in forma strettamente privata si è svolta al tempietto egizio del cimitero del Verano. 

Presenti molti ragazzi che frequentano la scuola dove insegna Francesca, la madre del bambino, che hanno lasciato fiori bianchi sulla piccola bara, ma anche colleghi del papà Giovanni. 

Il sindaco di Roma Ignazio Marino ha preso la parola e ha detto: «È difficile trovare delle parole di fronte alla scomparsa tragica di un bambino di poco più di 4 anni. È un momento triste, la città si è tutta stretta in un abbraccio intorno alla famiglia e a Marco. Per questo oggi ho voluto dichiarare il lutto della città di Roma. Sono appena stato a salutare Marco, Francesca e Giovanni - ha raccontato Marino - assieme a tanti cittadini, i compagni di lavoro della libreria dove lavora Giovanni, amici parenti. Mi ha molto emozionato vedere tanti studenti del liceo artistico dove insegna Francesca. Tutta una parte della città che si è stretta attorno al piccolo Marco per salutarlo». 

Il Comune di Roma per bocca dell’assessore alla scuola Paolo Masini ha espresso la volontà di intitolare una scuola dell’infanzia o un parco giochi al bimbo scomparso. Un minuto di silenzio è stato osservato in apertura dell’Assemblea capitolina.Pur essendo laico, il rito ha visto anche la partecipazione del parroco del quartiere in cui la famiglia abitava che ha recitato alcune preghiere. 

Una morte assurda per la quale ci sono al momento tre indagati. 

L’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani, è per omicidio colposo e sotto accusa ci sarebbero un dipendente Atac e due vigilantes. «Volevamo salvarli, è stata una tragica fatalità», è quanto hanno riferito ai carabinieri della compagnia piazza Dante i tre indagati, ricostruendo quanto avvenuto nella metro. Secondo quanto accertato dagli investigatori, per liberare la mamma e il piccolo, avrebbero compiuto una procedura definita «improvvisata e non convenzionale». 

Alla fine comunque indipendentemente dalle responsabilità che vanno accertate c’è un bambino di nemmeno quattro anni morto tragicamente e due genitori che non riescono a darsi pace. La giustizia deve fare il suo corso, ma alla fine la domanda di fondo resta la stessa: “si poteva evitare?”.

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