Roma. Quell'urgenza della ‘Settimana Arcobaleno’ tra scioperi e tagli ai servizi

13 maggio 2014, Gianfranco Librandi
Roma. Quell'urgenza della ‘Settimana Arcobaleno’ tra scioperi e tagli ai servizi
di Gianfranco Librandi
Letture arcobaleno per i bimbi nelle biblioteche del comune, proiezioni di film gay friendly come “A mia madre piacciono le donne”, punti informativi sul Gay Pride 2014, dibattiti su la risoluzione di modifica della terminologia parentale nella burocrazia scolastica; consigli municipali straordinari sul tema dei diritti del mondo lgbt, lezioni; dibattiti scolastici contro l’omofobia; Veglia di preghiera dei cristiani evangelici per le vittime dell’omofobia e trans fobia e stand informativi nelle piazze di tutta Roma sulle famiglie omogenitoriali. Questo è molto altro prevede il ricco calendario di eventi della Settimana Rainbow (arcobaleno) indetta dal Comune di Roma, dal 12 al 18 maggio, per promuovere i diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transessuali (Lgbt) e la lotta all’omofobia e alla transfobia. Per la prima volta nella storia poi a Roma sventolerà la bandiera Rainbow sulla piazza del Campidoglio e contemporaneamente in tutti i Municipi. L’iniziativa nasce dalla mozione n.63 del 20 ottobre 2013 approvata all’unanimità dall’Assemblea Capitolina, ma gli eventi hanno voluto che coincidesse con il periodo di agitazione degli oltre 25mila dipendenti comunali, per il taglio del salario accessorio, che in questi giorni stanno bloccando a singhiozzo molti servizi indispensabili per i cittadini romani, in vista dello sciopero generale del 19 maggio. Insomma, mentre si svolgeranno eventi con il contributo di esperti del mondo giuridico, artistico, accademico e medico-scientifico - per disquisire sull’educazione e l’apertura dei ragazzi alla genitorialità omo-sessuale piuttosto che sull’eventualità di inserire la dicitura genitore 1-2 sui libretti scolastici – romani dovranno barcamenarsi tra orari ridotti degli sportelli rivolti al pubblico, l’assenza di vigili dalla strade e la chiusura di asili e materne comunali. Certo va detto che le ‘iniziative arcobaleno’ di per se non impediscono l’erogazione dei servizi per i quali gli abitanti dell’Urbe pagano salatissime tasse, ma lo sforzo senza precedenti (sette giorni di eventi!) per discutere anche di temi controversi e non proprio condivisi da tutti - come l’eliminazione dei termini ‘padre’ e ‘madre’ dalla modulistica comunale -, sembra ancora più paradossale in un momento storico in cui le famiglie – più o meno allargate che siano – devono barcamenarsi tra i tagli all’assistenza e l’aumento delle accise comunali su casa e spazzatura. Stride poi il coinvolgimento degli alunni delle scuole superiori a queste iniziative in pieno orario scolastico. Senza entrare nel merito delle tematiche propugnate ai giovani in mancanza di contraddittorio, la domanda che si pongono in molti è un’altra: si sentiva veramente il bisogno di un intera settimana dedicata al mondo omosessuale da parte di un’amministrazione locale che non ha competenze in merito alle politiche in questione? Per le Pari Opportunità c’è un Ministero dedicato, e allora perché non dedicare l’impegno di Roma Capitale e il contributo di professori ed esperti alle tante problematiche che affliggo la capitale? Molti genitori si sono chiesti, infatti, se non sarebbe stato più utile un corso sulla raccolta differenziata o la mobilità sostenibile... Ma forse bisogna accettare il fatto che  nella società delle minoranze  anche l’ordine delle priorità è diverso!
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