Totti c'è, fine della telenovela: il giorno del rinnovo

13 maggio 2016 ore 11:28, Andrea De Angelis
Alla fine ha vinto lui. Ancora una volta. O forse ha vinto la città, i tifosi. Hanno vinto i compagni (tutti?), ha vinto anche Spalletti. Perché a pensarci bene quel modo tutto suo di mandarlo in campo nella seconda parte della ripresa ha permesso al capitano giallorosso di risultare decisivo una, due, tre volte. Tante, troppe per lasciarlo andare via

Certo, a settembre la bandiera della Roma giallorossa compirà 40 anni. Sarà l'attaccante più longevo della storia della Serie A. Lui che di record ne ha già ottenuti tanti, ma ha vinto pochissimo. Eccezion fatta per il Mondiale del 2006, il numero dieci non ha mai alzato una coppa fuori dai confini nazionali. Ne ha alzate sì, anche di supercoppe. E poi ha vinto lo scudetto, uno solo, nel 2001. L'anno dopo il Giubileo (scucendolo, gioia doppia, proprio alla Lazio). 
Corsi e ricorsi storici. Anche quest'anno c'è il Giubileo e di una cosa Totti era (ed è) certo: non avrebbe potuto giocare, dopo il 2001, di nuovo dopo l'Anno Santo. Nel 2026 infatti avrà cinquant'anni. Troppi anche per lui. Così il ticket con lo scudetto post Giubileo era impossibile. Poi, però, ecco arrivare quello straordinario e la possibilità di riprovarci, in un misto tra spiritualità, scaramanzia e soprattutto una voglia matta di vincere. Per farlo, però, occorre giocare nel 2017. Anche a quarant'anni. Impresa quasi impossibile, ma non per lui che fisicamente c'è. E si vede. 
Totti c'è, fine della telenovela: il giorno del rinnovo
Su queste pagine avevo espresso la mia contrarietà al rinnovo. La sua età ha poco a che fare con il rettangolo di gioco. A meno che non si parli di allenatori. Montella, che ha un solo anno in più del numero 10 giallorosso, allena da una vita. Brocchi, classe 1976, è ora sulla panchina del Milan. Stellone, un anno più giovane di Totti, ha portato il Frosinone in Serie A nella scorsa stagione e ha lottato fino all'ultimo per la salvezza. Totti no. Gioca a pallone. Regala assist e segna. La doppietta contro il Torino ha fatto il giro del mondo. In Europa e non solo lo hanno esaltato: come lui nessuno mai. 
Eppure la parola fine, il senso del limite fanno parte dello sport. Appendere gli scarpini al chiodo è un po' come andare in pensione: prima o poi si deve fare. Anzi, non è esattamente la stessa cosa perché oggi la pensione per chi ha l'età di Totti è spesso un miraggio, mentre per lui, fenomeno dentro e fuori dal campo, è quasi uno spettro da evitare. Il più a lungo possibile. 

Detto questo la telenovela sembra essere finalmente finita. La data del rinnovo non c'è, ma si respira: venerdì 27 maggio, alla vigilia della finale di Champions League in quel di Milano. O al massimo subito dopo, lunedì 30. Insomma, a fine mese. Totti rinnoverà fino al 30 giugno 2017, chiudendo a tre mesi dai 41 anni la sua esperienza calcistica. Quella con il Chievo non è stata la sua ultima apparizione all'Olimpico, ormai lo sanno anche i pali e le traverse delle porte.

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