A Fiumicino, ri-esplode il geyser. Vulcanologi e Protezione Civile in allarme

13 settembre 2013 ore 11:34, intelligo
di Micaela Del Monte.
A Fiumicino, ri-esplode il geyser. Vulcanologi e Protezione Civile in allarme
È il secondo dopo quello del 24 agosto (il cui diametro è raddoppiato nell'ultimo mese), e ne è probabilmente una derivazione.
Questa volta è “esploso” all'interno della rotatoria di via di Coccia di Morto e via del Lago i Traiano, lo sbuffo di gas e fango ha messo nuovamente in allarme la Protezione Civile e i vulcanologi italiani. Secondo i primi rilievi effettuati, il geyser sarebbe stato generato dalla perforazione di una sacca di gas profondo (composto per il 90% da anidride carbonica), ma c’è chi la pensa in maniera diversa. La dottoressa Carapezza, vulcanologa presso l’Istituto Nazionale di geofisica e vulcanologia dell’Università Roma Tre, è infatti intervenuta a proposito della corretta definizione del fenomeno. Sarebbero “vulcanetti di fango” quelli di Fiumicino“Il Lazio è zona vulcanica ed episodi del genere sono già avvenuti nei Monti Sabatini o vicino a Ciampino, possono verificarsi delle emissioni di gas endogeni profondi, a volte con una componente di anidride carbonica, a volte di metano”. Il problema principale è che questi getti di gas e fango aumentano la propria dimensione e potenza a vista d'occhio. Se infatti il “vulcanetto” nato ad agosto era solo un soffione di circa un metro, oggi è una vera e propria voragine, ampia circa due metri, densa di fanghi grigi ed eruzioni potenti con “sputi” che raggiungono i tre metri di distanza. Altro problema, non meno rilevante, è quello dei vapori e dell'odore acre delle zone solforose. Sì, perché l'aria sta diventando irrespirabile e l'acido solfidrico sprigionato insieme alla Co2 potrebbe rivelarsi molto pericolosa. Per ora il fenomeno rimane circoscritto e sotto controllo, ma la frequenza con cui si stanno generando questi mini vulcani resta comunque allarmante.
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