Più di 100 auto car sharing rubate a Roma e rivendute a Napoli: GPS aggirato

14 dicembre 2016 ore 14:53, Micaela Del Monte
Le Fiat 500 del car-sharing vanno letteralmente a ruba. A Roma infatti le auto del servizio Enjoy venivano rubate e poi a Napoli, dove venivano smontante per rivendere i pezzi di ricambio. Tre persone sarebbero state infatti arrestate nel Napoletano perché accusate di concorso in furto aggravato e continuato, indebito utilizzo di carta di credito e simulazione di reato aggravata e continuata. I tre, secondo gli investigatori, sarebbero responsabili del furto di oltre 100 auto in sei mesi, per un danno di oltre un milione e mezzo di euro.

Più di 100 auto car sharing rubate a Roma e rivendute a Napoli: GPS aggirato
L'attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma, ha riguardato un gruppo di persone dedito al furto aggravato ed al riciclaggio di numerosissime Fiat 500 "Enjoy". L'indagine è iniziata nel giugno 2015, in seguito alla denuncia presentata dai rappresentanti legali di ENI S.p.A., titolare del servizio di car-sharing denominato "Enjoy", inerente il furto di circa cento Fiat 500.

In prima battuta, gli indagati creavano un account sul portale www.enjoy.eni.com intestati fittiziamente ad altre persone, cui avevano fraudolentemente carpito dati anagrafici, numero dei documenti di guida, utenze telefoniche e numero di carte di credito. I ladri sono riusciti quindi entrare in possesso delle Fiat 500 nel loro mirino, nelle quali manomettevano il computer di bordo con il relativo dispositivo di geo-localizzazione, rendendole invisibili alla sala operativa dell'azienda. A questo punto il gioco era fatto: la 500 veniva trasportata nel napoletano, smontata rapidamente in tutte le sue componenti e avviata al mercato parallelo dei pezzi di ricambio. Dopo aver raggiunto Roma con il treno, in giornata rientravano a Napoli riuscendo a portare con loro addirittura tre macchine a volta, percorrendo a tutta velocità la tratta autostradale Roma-Napoli. Singolare un episodio in cui durante la fuga verso Napoli uno degli indagati si è schiantato con la 500 da poco rubata, facendo perdere le proprie tracce nelle campagne del basso Lazio.

D'accordo con gli investigatori, durante le indagini, la società titolare del servizio ha deciso di installare un ulteriore sistema di geo-localizzazione all'interno delle Fiat 500, grazie al quale sono stati raccolti importanti elementi di prova e fermati alcuni complici degli odierni arrestati. 
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