Rampelli (Fdi): «Marò? O l'Italia è importante sempre o mai più. Su reato clandestinità, referendum 'all'amatriciana' del M5S»

14 gennaio 2014 ore 14:59, intelligo
Rampelli (Fdi): «Marò? O l'Italia è importante sempre o mai più. Su reato clandestinità, referendum 'all'amatriciana' del M5S»
di Claudia Farallo. «Fdi da sempre si è schierata, anzi penso sia stata la prima forza politica a dirlo, per il Sindaco d’Italia». Sulla legge elettorale va dritto al punto Fabio Rampelli, deputato di Fratelli d’Italia, intervistato da IntelligoNews. Rampelli boccia il Mattarellum, perché «in realtà prefigura da parte delle segreterie dei partiti la scelta dei candidati». Il sondaggio del M5S sul reato di clandestinità è, secondo il deputato, un «referendum 'all’amatriciana'».  E sui due marò bloccati in India: «La comunità internazionale si dovrebbe chiudere come un sol corpo in difesa dei due soldati italiani. Altrimenti, non si capisce la ragione per cui dovremmo continuare a impegnarci». Oggi conosciamo le motivazioni della sentenza della Consulta sul Porcellum. È d’accordo con Cicchitto quando afferma che Fi e M5S vengono quindi smentiti sulla presunta delegittimazione del Parlamento? «Il rischio di una delegittimazione c’è stato fino a che non sono state rese note le motivazione della Corte. È stato legittimo sollevare questo dubbio ed è altrettanto legittimo, oggi, poter constatare che invece il Parlamento è nel pieno delle sue funzioni e deve ritenersi pronto a fare la legge elettorale». Che legge elettorale auspica? «Il problema è semplice. C’è stata una volontà reiterata da parte dei partiti, dal 1993 ad oggi, di mettere le mani sulla sovranità popolare, impedendo ai cittadini di scegliere. Anche il Mattarellum, di cui oggi alcuni parlano bene ritenendolo uno strumento di partecipazione popolare, in realtà prefigura da parte delle segreterie dei partiti la scelta dei candidati, senza un passaggio preliminare attraverso gli elettori. Se i partiti sono genuini e autentici quando dicono di voler far scegliere i cittadini, allora devono semplicemente liberarsi del potere di scelta e cederlo, come prevede la democrazia, agli elettori». Quindi propone primarie obbligatorie sia per la premiership sia per la scelta dei singoli candidati? «Propongo che i partiti lavorino su uno schema che preveda che il cittadino decida tutto: Presidente del Consiglio, Presidente della Repubblica, la coalizione di maggioranza, il partito a cui dare il voto e il parlamentare da cui farsi rappresentare. Le formule possono essere le più variegate. Fdi da sempre si è schierata, anzi penso sia stata la prima forza politica a dirlo, per il Sindaco d’Italia». Passando al reato di immigrazione clandestina, il sondaggio tra la base del M5S ha dato esito positivo all’abolizione. Questo provvedimento si fa ora più vicino? «Fare dei sondaggi via Internet è meglio che non farli, ma da qui a dargli un valore politico ce ne passa. O ci si fa capire per filo e per segno come questi sondaggi vengono fatti, e quindi si mostrano delle garanzie sulla veridicità dei risultato, oppure il referendum 'all’amatriciana' fatto attraverso la rete dai singoli partiti lascia il tempo che trova. Nel merito, penso sia un errore imperdonabile quello di abolire, da soli in Europa, il reato di immigrazione clandestina. Va anche detto che il governo da questo punto di vista aveva già provveduto, perché definanziando, con un decreto già convertito dal Parlamento, i rimpatri per gli immigrati clandestini, si impedisce di far tornare a casa propria chi si introduce in maniera irregolare, senza dichiarare la propria identità. Quindi sarebbe una tragedia e un atto di irresponsabilità, animato soltanto da demagogia allo stato puro. Dobbiamo essere comprensivi, ma in una cornice di regole che vanno rispettate. Non ci può essere un’accoglienza illimitata senza regole, che addirittura preveda l’abolizione del reato di immigrazione clandestina e quindi le frontiere spalancate per tutti, perché questa è una follia». Oggi Tajani si è espresso sul caso dei marò bloccati in India, preannunciando un intervento dell’Europa nel caso si palesasse l’ipotesi di una condanna a morte. Come commenta? «Intanto, anche se non fa parte del mio partito, voglio ringraziare Tajani per il lavoro che ha svolto. È stata l’unica persona che ha fatto qualcosa di sensato per tentare di affrontare di petto la tragica vicenda dei due marò. Rispetto all’Europa, invece, non mi sento di gioire. Che ci sia ora, dopo due anni di detenzione dei due marò in India, questo risveglio lento e farraginoso da parte dell’Europa non mi suscita alcun entusiasmo. Men che meno se, addirittura, la questione viene subordinata a un’eventuale condanna a morte. La cosa che va stabilita e chiarita una volta per tutte è che o l’Italia è importante sempre o si va incontro a una contraddizione. Se siamo importanti quando mettiamo a disposizione le nostre risorse e i nostri soldati nelle missioni internazionali, allora siamo importanti anche quando viene violato il diritto internazionale. Di fronte a questa violazione, la comunità internazionale si dovrebbe chiudere come un sol corpo in difesa dei due soldati italiani. Altrimenti, non si capisce la ragione per cui dovremmo continuare a impegnarci se, quando abbiamo bisogno di risolvere problemi di fronte alla prepotenza di uno Stato che viola il diritto internazionale, non abbiamo in buona sostanza riscontri».
autore / intelligo
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