Gaza, Pontecorvo: "Ferrero sa solo difendere Hamas. Mogherini? Bene, ma..."

14 luglio 2014, Micaela Del Monte
 Continua il botta e risposta tra Israele e Hamas, ma anche quello tra chi ha sposato la causa israeliana e chi quella palestinese. Così alle parole riferite a Intelligonews dal segretario di Rifondazione Comunista Paolo Ferrero, che attaccava duramente il comportamento di Israele, ha risposto Gianluca Pontecorvo, giovane ebreo romano e ideatore e co-fondatore del “Progetto Dreyfus”. 

Come risponde alle dure parole del segretario di Prc nei confronti di Israele? 

«Il comunicato redatto dai comunisti italiani nella persona di Paolo Ferrero è piuttosto triste perché non fa altro che accusare e condannare Israele. Le sue dichiarazioni rappresentano solo la necessità di colpevolizzare lo Stato israeliano e di colpirlo nel profondo attraverso sanzioni che non portano nulla nel processo per la pace. È triste perché rimane il fatto che queste persone non sono obiettive e soprattutto continuano a nascondere le responsabilità di Hamas. Da nessuna parte viene citato il lancio di razzi sulle città israeliane, perché se si parla di crimine contro l'umanità la controffensiva dell'Idf (esercito israeliano), allora lo è anche l'attacco indiscriminato di Hamas verso i civili in Israele e soprattutto lo è anche farsi scudo dei civili palestinesi. Sarebbe dunque auspicabile da parte loro un rilancio del processo di pace invece che un semplice sanzionamento nei confronti di Israele». 

Gaza, Pontecorvo: 'Ferrero sa solo difendere Hamas. Mogherini? Bene, ma...'
Il viaggio della Mogherini in Medio Oriente, è un segnale positivo? 

«La Mogherini, che potrebbe essere nominata Alto rappresentante per la politica estera e la sicurezza dell'Unione europea, ha deciso di partire per il Medio Oriente. Sicuramente è un passo che il governo Renzi ha valutato con attenzione, ma va preso con le pinze perché in sostanza la posizione della Mogherini nei confronti di questo conflitto, e soprattutto nei confronti di Israele, non è mai stata moderata. Vedremo però quali saranno nei prossimi giorni le sue mosse, rimane positivo il fatto che voglia incontrare entrambe le parti e a breve vedremo cosa ne uscirà fuori». 

Ennesimo attacco antisemita a Parigi, qual'è la situazione? 

«La situazione a Parigi continua ad essere grave. Sono anni che i francesi di origine ebraica sono costretti a lasciare il paese e a fare l'Alyha (immigrazione ebraica nella terra di Israele n.d.r). Non lo fanno per scelta personale, ma piuttosto perché la paura di attacchi islamici è sempre maggiore. L'ultimo è quello di ieri dove, durante una manifestazione pro-Palestina, è stata attaccata una sinagoga con lancio di pietre e slogan come: “morte agli ebrei”. All’interno si trovavano circa duecento ebrei raccolti in preghiera per Israele, che sono letteralmente rimasti in ostaggio.  Dunque, nonostante la manifestazione fosse soltanto un'espressione di solidarietà nei confronti della causa palestinese, si è nuovamente sfociati in un attacco violento ad un'istituzione ebraica dimostrando per l'ennesima volta che il Sionismo viene confuso con l'Ebraismo e che non c'è soltanto odio nei confronti di Israele, ma anche nei confronti degli ebrei. Non è un caso infatti che nel corteo erano presenti bandiere dell'Isis e di Al Qaida, cosa che va ben oltre ciò che si può accettare da una manifestazione. Ci saremmo auspicati un intervento delle forse dell'ordine ben prima che le violenze si verificassero». 
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