Renzi, la conta parte da Roma

14 marzo 2013 ore 12:24, Francesca Siciliano
Renzi, la conta parte da Roma
«Se Bersani fallisce sono pronto a candidarmi». Proprio ieri, mentre gli occhi del mondo erano puntati sul comignolo della Sistina, Matteo Renzi, il più “papabile” successore di Bersani alla leadeship del Pd, ha sferrato l'attacco contro il suo segretario in un'intervista rilasciata all'Espresso.
Non vuole pugnalare Pierluigi alle spalle, Matteo l'ha detto e ridetto. Ma «qualora ci fossero le condizioni ci starei». Pronto a scendere in campo, dunque. O a salire in politica che dir si voglia. Qualora si tornasse al voto, certo;  ipotesi che, in uno scenario così frastagliato, si fa sempre più probabile. Questo ieri. E il Pd bersaniano non ha risposto. O se l'ha fatto ha avuto poca risonanza: Francesco I ha “rubato” la scena, per qualche ora, a tutta la politica italiana. Ed è per questo che stamattina su un Frecciarossa proveniente da Firenze Santa Maria Novella, è sbarcato alla stazione Termini di Roma Matteo Renzi, il suddetto sindaco. Pellegrinaggio al Cupolone? Non proprio. Renzi ha intenzione di riunire i “suoi” parlamentari, quelli a lui più vicini, i fedelissimi. E lo farà alle 16.30 all'hotel Cavour. «L'incontro era stato fissato in un primo momento a Firenze per il 5 marzo, poi è stato spostato per la concomitanza con la direzione del Pd», sostengono fonti vicine all'esponente fiorentino. Molto probabilmente per confondere le acque, per non destar il benché minimo sospetto. Ma non ci crede nessuno. Inizia la conta interna, quella dei renziani. Quelli che potrebbero scombinare le carte del Pd per la corsa di maggio  al Campidoglio. E che potrebbero far proseliti, tra gli altri democratici, al fine di spingere Renzi sempre più in alto, fino alla premiership, in vista di una nuova e imminente campagna elettorale. Prove tecniche di guerra fredda.
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