Allo Sheraton sono volati gli stracci e le parole forti. Udc spaccata su Roma

15 aprile 2013 ore 17:21, intelligo
 
Allo Sheraton sono volati gli stracci e le parole forti. Udc spaccata su Roma
L’Udc è morta, viva l’Udc? Sta di fatto che ieri pomeriggio all’Hotel Sheraton sono volate parole forti, ci sono stati spintoni tra iscritti e simpatizzanti, e alla fine c’è stata una spaccatura. L’ennesima, ulteriore frammentazione di un partito agonizzante. Il tema oggetto di discussione, la “declinazione romana” della guerra che ha diviso le armate udiccine già prima delle elezioni politiche di febbraio: da una parte gli uomini di Pier Ferdy Casini e Lorenzo Cesa, favorevoli alla scelta centrista con Monti e con Fli. Una decisione che si è dimostrata perdente, col partito ridotto all’osso e Casini stesso (pentito subito dopo il voto) recuperato al Senato per il rotto della cuffia. Dall’altra, invece, gli uomini di Luciano Ciocchetti, da sempre più vicini al centro-destra laziale, al Pdl di Silvio e Alfano. Ciocchetti, anche lui, recuperato all’ortodossia, dopo aver minacciato però, la scissione e, comunque, avendo fondato una sua associazione (Moderati Terza Fase), così tanto per contare maggiormente e alzare il tiro su ogni tavolo. Allo Sheraton, dunque, si è riproposto lo stesso schema, versione locale: stare o no con la destra, che vuol dire appoggiare o no Alemanno alle comunali. Una scelta che per Ciocchetti non può essere messa in discussione (contestata da altri e in primis, dal consigliere comunale Alessandro Onorato, da qualche settimana fan di Marchini): “Un cattolico non può stare con Marino, simbolo del laicismo abortista, favorevole all’eutanasia, alle coppie gay; né può stare con i grillini, responsabili dello sfascio nazionale”. L’argomento-valori al centro delle preoccupazioni politiche. Una lite scudocrociata con ripercussioni pure esterne. Francesco Aracri, senatore Pdl, con ampio consenso sul territorio regionale (è stato assessore di Storace), è tra quelli che hanno proposto un ticket duale “destra-centro”, per “tornare a vincere”: Alemanno e Ciocchetti. Mentre gli altri colleghi-colonnelli nel Pdl (ad esempio, Andrea Augello), ipotizzano accoppiate uniche “destra-destra”: Alemanno-Sveva Belviso. Un caos  comune per il Comune.
autore / intelligo
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