Roma: sequestrati altri 74 milioni a imprenditore De Pierro: in tutto ora sono 351

15 aprile 2014 ore 11:36, Giuseppe Tetto
Roma: sequestrati altri 74 milioni a imprenditore De Pierro: in tutto ora sono 351
È stato Giovanni De Pierro, classe 1950, l’ultima “vittima” della guerra che la Guardia di Finanza e la Procura della Repubblica di Roma hanno dichiarato ai capitali illecitamente accumulati.
Una vittima che oggi ha il valore di 74 milioni di euro visto che tanto vale il maxi sequestro effettuato questa mattina dal Nucleo di Polizia  tributaria della Capitale, nell'ambito dell’operazione “Movida 2”, e che riguarda 15 tra società e consorzi, partecipazioni societarie, automezzi, ma soprattutto disponibilità finanziarie, detenute in decine di conti correnti in Italia e all'estero. Un sequestro importante dispoto dal Tribunale di Roma,  che i Finanzieri del Gico (Gruppo investigazione criminalità organizzata) hanno eseguito dopo l'esito delle indagini delegate dalla locale Direzione distrettuale antimafia nei confronti proprio di Giovanni De Pierro: emigrato formalmente a Barcellona (Spagna), indiziato di aver organizzato un sodalizio criminale, operante principalmente nella Capitale ma interessi in tutto il territorio nazionale e in alcuni stati europei e sudamericani, dedito alla perpetrazione di reati tributari, all'appropriazione indebita, alla truffa in danno di enti pubblici, alla bancarotta fraudolenta, al riciclaggio/reimpiego di capitali illeciti, al trasferimento fraudolento di valori. Un bel curriculum non c’è che dire. Soprattutto perché quello di oggi è solo l'ultimo di una serie di provvedimenti che hanno colpito De Pierro al termine di complesse indagini di polizia economico-finanziaria, avviate alla fine del 2012. Da quel momento, gli investigatori delineano un vero è proprio gruppo criminale. Una struttura piramidale che, utilizzando il paravento di numerose società, formalmente amministrate da una vasta pletora di prestanome, è riuscito sia  ad assicurarsi un elevato numero di appalti pubblici (soprattutto nel settore dei servizi di pulizia), sia a sottrarsi al pagamento di ingenti somme dovute all'erario, all'Inps, all'Inail ed agli enti locali. Il tutto attraverso il ricorso a mezzi fraudolenti ed avvalendosi di società che, dopo brevi periodi di operatività (due o tre anni al massimo), venivano cessate o poste in liquidazione, con contestuale nomina di teste di legno (talvolta stranieri) o, ancora, trasferite all'estero. Dopo il maxi-sequestro del 29 gennaio scorso, che aveva riguardato l'ingente patrimonio di 277.000.000, includendo 73 società italiane e 14 estere, le Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia tributaria di Roma hanno successivamente individuato e sottoposto a sequestro decine di conti correnti e polizze, nonché sviluppato ulteriori complessi accertamenti patrimoniali sul conto di 15 persone giuridiche, oggi sequestrate, operanti - prevalentemente - nei settori degli altri servizi di sostegno alle imprese e della costruzione di imbarcazioni da diporto e sportive. Tra queste il Consorzio nautico toscano, con sede legale a Roma e con cantieri a Rosignano Marittimo (Li) e Pisa, che realizza lussuose imbarcazioni da diporto con marchio Austin Parker. In definitiva, gli accertamenti svolti hanno consentito di accertare come De Pierro sia riuscito nel tempo ad accumulare un ingente patrimonio mobiliare ed immobiliare, del tutto incongruente rispetto ai redditi dichiarati. Tale sproporzione, unita alla qualificata pericolosità sociale, ha permesso di richiedere ed ottenere, ai sensi del dettato normativo del codice antimafia, l'applicazione della sorveglianza speciale di Pubblica Sicurezza ed il sequestro finalizzato alla confisca dell'intero patrimonio, direttamente o indirettamente riconducibile a De Pierro. Patrimonio che, allo stato, è stimabile in complessivi 351.000.000 di euro, di cui circa 65.000.000 costituiti da disponibilità finanziarie giacenti su conti correnti e polizze in Italia e all'estero.
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