Giubileo, Federico Rocca: "Richiedenti asilo per l'accoglienza? Utilizzate i disoccupati romani"

15 aprile 2015, intelligo
"Dopo le case ai rom e il volerli coinvolgere nella raccolta differenziata, non mi stupisce certo il fatto che vogliano impiegare dei richiedenti asili nell’accoglienza senza che questi abbiamo un’esperienza e una professionalità in tal senso" sono state le parole di Federico Roccamembro della Costituente Romana di Fratelli d’Italia, rilasciate ad IntelligoNews in merito alla proposta dell'Assessore Danese di impegnare alcuni richiedenti asilo nella città di Roma per fare accoglienza durante il Giubileo.


Giubileo, Federico Rocca: 'Richiedenti asilo per l'accoglienza? Utilizzate i disoccupati romani'
Dopo la raccolta differenziata l'accoglienza. Cosa ne pensa della nuova proposta dell'Assessore Danese?

«Non sarebbe male se non per il fatto che sarebbero disponibili a farlo anche tanti giovani disoccupati romani, magari anche laureati e che parlano le lingue. A parte questo dato mi chiedo come si possano impegnare in un servizio prestato direttamente in nome e per conto di Roma Capitele, delle persone per le quali si stanno accertando le generalità e le condizioni di sussistenza o meno della loro domanda di asilo. Ci possiamo fidare? Comunque di idee strampalate dal Campidoglio ne riceviamo tante e questa non è che l’ultima. Dopo le case ai rom e il volerli coinvolgere nella raccolta differenziata, non mi stupisce certo il fatto che vogliano impiegare dei richiedenti asili nell’accoglienza senza che questi abbiamo un’esperienza e una professionalità in tal senso. Capisco che l’Assessore Danese si stia preoccupando di fargli fare qualcosa, del resto li manteniamo nei centri senza far nulla per 16/18 mesi, poiché questi sono i tempi di attesa per le risposte, il tutto per la modica cifra di 35 mln di € l’anno (solo per Roma ) a spese della collettività»

Cosa si dovrebbe fare invece?

«Fossi stato io nei panni dell’Assessore e del Sindaco Marino mi sarei innanzitutto preoccupato di non partecipare al bando del Ministero dell’Interno (SPRAR) mettendo a disposizione 3100 posti che si sono andati ad aggiungere a quelli già presenti. Di fatto a Roma sono ospitati tra rifugiati e richiedenti asili oltre 4000 persone e il Sindaco sta elaborando anche il piano per come dislocare i vari centri da Parioli a Ostia. Del resto Odevaine si impegnò su richiesta dell’amministrazione comunale per far derogare il limite massimo di 200 persone per i comuni con più di 1 mln di abitanti. Il resto “in parte” è storia nota. Marino dovrebbe comprendere che il problema non è che tutti i quartieri devono avere la loro quota così da mettersi la coscienza a posto con i cittadini, infatti, dopo i fatti di Tor Sapienza è emerso che la quasi totalità dei centri si trova nel quadrante sud della città e questo causa di fatto un forte impatto sulla collettività»


Qual è il problema reale allora? 

«Il vero problema sono i tempi di attesa, troppi 16 mesi per dire si o no a queste persone, anche perché più della metà delle domande vengono respinte e bisogna anche tener conto che nel 2014 in Italia le richieste sono aumentate del 143%. Per quanto ancora potremo andare avanti in questo modo? Questo è dovuto sia alla nostra posizione geografica che ci espone a una vera e propria invasione di massa, dall’Europa si dicono preoccupato ma di fatto ci hanno lasciati soli a dover gestire la situazione, sia perché in giro per il mondo si è sparsa la voce sul sistema Italia. Una pacchia vera propria. Vieni ti mantengono per 16 mesi, se ti dice bene rimani qui vita natural durante, se ti dice male, il giorno dopo te ne vai dal centro e ti rendi irreperibile. Spiace che davanti a una situazione così complessa e per certi versi drammatica, il pensiero del Campidoglio sia di impiegare alcune di queste persone nei servizi di accoglienza per il Giubileo, questo non fa che dimostrate la distanza abissale che c’è tra la realtà e i pensieri di Marino e della sua Giunta».
autore / intelligo
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