A Roma e Milano gli "uomini" di Berlusconi per "una spallata" (che non ci sarà)

15 febbraio 2016 ore 12:33, Lucia Bigozzi
Berlusconi torna a sognare la spallata. Stavolta a Renzi, stavolta su Milano e Roma. Battaglia strategica in vista delle amministrative di giugno. Nei piani del leader di Fi c’è infatti la convinzione che potrebbero essere proprio le comunali il banco di prova per la spallata più grande, quella a Palazzo Chigi. E da inguaribile ottimista qual è, Berlusconi sogna in grande: lo fa con Stefano Parisi che a Milano cercherà di togliere terra sotto le scarpe del candidato Pd Giuseppe Sala (alle prese col fronte della sinistra diviso); lo pensa su Roma con Guido Bertolaso che ha detto sì al Cav e da ieri è il candidato unitario del centrodestra. Un colpo da maestro, ha definito l’individuazione di Parisi nella corsa a Palazzo Marino anche perché la sfida sarà da manager a manager e tra manager. Nonostante il proverbiale ottimismo del leader azzurro, sono in pochi anche nel centrodestra ad averne altrettanto e non solo nel campo avversario. Molte infatti le difficoltà che in questa campagna elettorale il centrodestra dovrà affrontare, a cominciare dal gap di consenso che sconta ormai da qualche anno. 

A Roma il tavolo ha rischiato di saltare più volte per i veti incrociati degli alleati, attorno ai nomi entrati nel ventilatore delle opzioni, compresa l’ultima, quella di Rita Dalla Chiesa che ha poi rinunciato. Ma adesso con Bertolaso e il pressing del Cav affinchè sciogliesse le sue e ultime riserve, tutto sembra pronto per ripartire. “Ho avuto ragione io”, ha dichiarato Berlusconi che conferma di “aver sempre pensato in termini di coalizione”. Ieri ad Arcore, il vertice con Giorgia Meloni e Matteo Salvini per fare il punto prima dell’avvio della macchina della campagna elettorale. I tre si vedranno di nuovo e a stretto giro e il punto sarà il lancio di tutte le candidature per i candidati alle amministrative. Si parla già di una manifestazione unitaria e “comunitaria” a Roma nel mese di marzo, ovvero dopo aver conosciuto l’esito delle primarie del centrosinistra (6 marzo) all’ombra d Campidoglio. Esattamente la strategia adottata per Milano. Non solo Berlusconi. 

A Roma e Milano gli 'uomini' di Berlusconi per 'una spallata' (che non ci sarà)
Anche gli alleati commentano la scelta fatta sui candidati sindaco nelle due città-chiave di questa tornata elettorale: “Sono convinto che sia a Roma che a Milano, dove la partita non è ancora chiusa, i candidati del centrodestra potranno vincere e saremo qui a discutere di un altro scenario”, ha commentato il leghista Giorgetti.  Certo è che con Parisi nel capoluogo lombardo e Bertolaso nella Capitale, Berlusconi si è rimesso saldamente al centro della scena politica e alla guida dello schieramento che ultimamente sembrava salvini-centrico. Due nomi calati dal Cav e non da Salvini, tanto per intenderci, sono un segnale di come il leader di Fi si prepari alla battaglia elettorale. E saranno scintille. 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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