Spalletti alla prova di domenica: le tre opzioni in campo per far dimenticare Garcia

15 gennaio 2016 ore 14:01, Micaela Del Monte
Luciano Spalletti è tornato sulla panchina della sua amata Roma per la sua seconda era. Anche questa volta l'allenatore di Certaldo è chiamato a risollevare una situazione che sa tanto di crisi, un po' come fu nel suo prima mandato nel 2005 quando Spalletti venne preso per far dimenticare a tutto quel terribile anno dei quattro allenatori. 

La stagione precedente all'arrivo del tecnico, all'ora ex Empoli, fu per la Roma una strage, non solo di allenatori, e per i tifosi una vera e propria tortura. Tutto iniziò con l'approdo di Cesare Prandelli nel mercato estivo, ma la presenza sulla panchina giallorossa dell'allenatore bresciano durò pochissimo a causa della malattia della moglie. Da quel momento per i campi di Trigoria ci fu un triste susseguirsi di tecnici: Rudi Völler, Ezio Sella, Luigi Delneri ed in fine Bruno Conti che si dovette improvvisare allenatore per salvare la propria squadra dalla retrocessione. Così Conti aprì la strada (ma non la spianò di certo) a Luciano Spalletti il cui operato a Roma è visto come una vera e propria rinascita e con lui arrivarono il bel gioco, una serie di record (anche negativi come il 7-1 contro il Manchester ai quarti di finale di Champions League) e una serie di prestazioni che ancora oggi fanno brillare gli occhi ai tifosi giallorossi ed è proprio da qui che si vuole ripartire.

Spalletti alla prova di domenica: le tre opzioni in campo per far dimenticare Garcia
I due secondi posti ottenuti in due anni e mezzo da Rudi Garcia hanno lasciato a qualcosa di simile a quell'atmosfera, forse in maniera un po' esagerata. Ma a Trigoria c'è quell'aria solita di quando nella Capitale ci si accorge che per l'ennesima volta non si arriverà da nessuna parte e con nessun trofeo. Per questo forse Spalletti è stato visto come l'uomo giusto per riportare un po' di serenità a Roma sponda giallorossa, così come fu 11 anni fa, soprattutto perché quello che è mancato e che manca a Totti&co è la tattica e tutto si può dire di Luciano Spalletti tranne che non sia un maestro di tattica. E' ovvio che non gli si possono chiedere miracoli, il tecnico non ha di certo la bacchetta magica, e ripartire con tre punti dopo solo pochi giorni di allenamento sarebbe paradossale visto come stavano in campo i suoi nuovi giocatori (fisicamente e tecnicamente), ma si sa, in questi casi conta anche la testa e la voglia di cambiare conta.
A questo proposito il nuovo allenatore della Roma (il quinto in cinque anni) ha voluto mandare un grande messaggio ai suoi ragazzi. Dopo due giorni di viaggio, dopo il primo allenamento a Trigoria e dopo la sua prima intervista, Spalletti ha deciso di passare la notte nel centro sportivo della Roma, non di tornare a casa dalla sua famiglia (che vive all'Eur dal primo mandato spallettiano) segno che almeno lui questo ritorno se lo vuole godere al massimo. Perché il tecnico toscano la Roma la ama e ad ammetterlo è stato lui stesso. La scelta di tornare nella Capitale è stata presa prima con il cuore che con il portafogli ed è proprio questo che ha portato entusiasmo soprattutto nei tifosi. Entusiasmo che manca da tempo ormai vista anche la situazione che si vive nelle curve a causa della divisione del settore per decisione del prefetto Franco Gabrielli.

L'arrivo di Spalletti non risolverà tutti i problemi della Roma e non risanerà necessariamente il rapporto della società con i suoi tifosi, fatto sta che il ricordo di quegli anni è indelebile nel cuore dei romanisti e nel cuore del nuovo tecnico giallorosso. Ma da cosa ripartirà Luciano Spalletti? Il suo fenomenale 4-2-3-1 sarà adattabile alla rosa che ha a disposizione, si adatterà al 4-3-3 di Garcia o cambierà qualcosa? 

Il 4-2-3-1 di Garcia, per il quale la rosa almeno teoricamente è stata costruita, potrebbe essere recuperato inizialmente per non stravolgere troppo per poi proseguire con il modulo preferito dal toscano. Cercando di dare solidità alla difesa (dove servirebbe un centrale vista la poca affidabilità di Rudiger, a meno di non recuperare definitivamente Castan) Spalletti potrebbe tentare con la linea a 4 composta da Digne, Rudiger, Manolas e uno tra Maicon e Torosidis, a centrocampo i due incontristi potrebbero essere Nainggolan e De Rossi. Dietro a Dzeko, unica punta, troverebbero spazio Florenzi a destra, Pjanic (o magari Totti nei secondi tempi) in mezzo e Salah o Gervinho a sinistra, con il “problema” di dover rinunciare a uno dei due e a Iago Falque, tra i più in forma in questo periodo.

Il 4-3-1-2 sarebbe invece il modulo che esalterebbe le qualità di Miralem Pjanic (che giocherebbe alla Pizarro, cardine della Roma di quel periodo), uomo di maggior classe del centrocampo giallorosso. La cerniera di centrocampo composta da Florenzi (adattato a un ruolo non propriamente suo), De Rossi e Nainggolan darebbe sufficienti garanzie in copertura e diminuirebbe i rischi difensivi che la Roma ha corso troppe volte nella prima parte della stagione. Insieme a Dzeko, il cui posto da titolare è indiscutibile, la solita scelta tra Salah, Gervinho e Iago Falque, al quale va aggiunto Totti, che con Spalletti ha sempre fatto bene ma che, vista la non più marcata brillantezza, potrebbe essere il cambio del bosniaco.

Il 4-3-3, il modulo utilizzato fin qui, potrebbe essere la scelta iniziale (almeno per questa domenica contro l'Hellas Verona di Del Neri), per essere un po’ più conservativo e non rivoluzionare immediatamente le idee ai giocatori. Ecco allora che davanti alla solita difesa a 4, un centrocampo formato da due incontristi (De Rossi e Nainggolan) e un regista (Pjanic) potrebbe supportare le sgroppate di due ali come Gervinho e Salah, frecce imprendibili e chiavi delle vittorie della Roma di Garcia a inizio stagione. Questo modulo vorrebbe dire rinunciare inizialmente a Florenzi, da utilizzare però come jolly: terzino destro oppure ala destra al posto di Gervinho. Tanto lavoro per Spalletti, ma anche tante opzioni… comprese quelle che arriveranno dal mercato (Adriano, Santon, Tonelli, Perotti, El Shaarawy, Acerbi i nomi caldi sul taccuino della dirigenza giallorossa).
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