Rapina al Grassi di Ostia, erano romani: si indaga a tutto campo

15 maggio 2015, Micaela Del Monte
Rapina al Grassi di Ostia, erano romani: si indaga a tutto campo
Sarebbero tre i rapinatori che ieri sera, intorno alla mezzanotte, hanno assaltato l'ospedale Grassi di Ostia.

Tutti italiani e con marcato accento romano: i tre sono entrati armati nella struttura e dopo aver minacciato, disarmato e immobilizzato con un paio di manette una delle guardie giurate, hanno aperto una prima cassaforte dell'ufficio Cup senza riuscire, tuttavia, a impossessarsi dell'incasso. Quindi sono riusciti ad aprire un'altra cassetta dove erano custoditi oggetti di valore e denaro. Al momento della fuga un altro vigilante, che si trovava al secondo piano della struttura, ha tentato di bloccare i malfattori, che erano a bordo di un'autovettura e hanno esploso alcuni colpi di pistola in aria. 

Gli agenti del commissariato di Ostia, intervenuti poco dopo, hanno trovato il bottino abbandonato dai rapinatori in fuga e hanno recuperato anche l'arma sottratta alla guardia giurata. Al Grassi è arrivata anche la scientifica per i primi rilievi. Sono state anche recuperate le immagini delle telecamere della videosorveglianza.

Sulla vicenda stanno indagando gli investigatori del commissariato di Ostia Lido, diretti dal dottor Antonio Franco, insieme alla squadra mobile di Roma. 

Le indagini comunque sono ancora in corso visto che ancora non è chiara neanche la dinamica con cui i tre si sarebbero intrufolati nella struttura, anche se è molto probabile che ne abbiano usato uno secondario, magari scavalcando il muro di cinta, visto che al pronto soccorso e nel portone principale ci sono in totale tre uomini della vigilanza. I banditi sapevano dove era la cassaforte in cui vengono conservati gli oggetti di valore dei pazienti, per cui probabilmente era un piano organizzato da tempo.
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