Cantone? "L'ha inventato Marino". L'ex sindaco: "Io per primo contro la corruzione"

15 marzo 2016 ore 18:56, Andrea Barcariol
L'Autorità Anticorruzione guidata da Raffaele Cantone ha diffuso il dossier su Roma in cui viene messa pesantemente sotto accusa la gestione del Campidoglio nel triennio 2012-2014 (giunte Alemanno e Marino)
Non c'è settore della pubblica amministrazione, dalle strade agli asili, dall'assistenza ai disabili alle emergenze sociali, dagli ospizi all'edilizia popolare in cui non abbia regnato la violazione delle regole. Un quadro desolante che evidenzia una sistematica violazione delle norme sull'assegnazione degli appalti. "L'indagine - denuncia Cantone - ha rivelato la sistematica e diffusa violazione delle norme. Ha palesato il ricorso generalizzato e indiscriminato a procedure prive di evidenza pubblica, con il conseguente incremento di possibili fenomeni distorsivi che agevolano il radicarsi di prassi corruttive".  Il rapporto di 15 pagine conferma le indagini della procura di Roma su Mafia Capitale e sul malaffare come prassi abituale di comportamento ed è stato inviato sia alla procura che alla Corte dei conti.

Cantone? 'L'ha inventato Marino'. L'ex sindaco: 'Io per primo contro la corruzione'
Come tutti ricorderanno "Mafia Capitale" è alla base della decisione del Pd di staccare la spina all'amministrazione di centro sinistra dell'ex sindaco Ignazio Marino. Il quale leggendo la relazione di Cantone però non ci sta ad essere identificato come il "sindaco del malaffare".
"Ho letto con grande attenzione - scrive su Facebook l'ex sindaco- i resoconti giornalistici sull'ispezione condotta da Raffaele Cantone sugli appalti del Comune di Roma. Un'indagine che si aggiunge a quella sui conti che avevo richiesto e ottenuto e che impegnò per sei mesi la Guardia di Finanza in Campidoglio. Rivendico con orgoglio di essere stato io a volere questa collaborazione, anche firmando nel luglio del 2015 con lo stesso Direttore dell'Anac il primo Protocollo di Vigilanza Collaborativa fra Comune di Roma e Anac. L'indagine di Cantone - aggiunge ancora - riguarda gli anni dal 2012 al 2014 ma vorrei far notare che quello che è stato accertato non nasce nel 2012. Le pratiche opache che io ho tenacemente combattuto sono figlie di un sistema malato che ha le sue radici anche nelle amministrazioni precedenti, e sarebbe puerile negarlo. La differenza fra la mia amministrazione e quelle che l'hanno preceduta è che io ho cercato di cambiare questo sistema". 
Non la pensava così il Pd che ha colto l'occasione dell'inchiesta "Mafia Capitale" per rottamare Marino e chiudere la sua esperienza amministrativa con largo anticipo. Decisione quella di andare dal notaio e sfiduciare l'ex sindaco da cui i dirigenti nazionali e romani sono molto lontani dal pentirsi. 
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