Ambulanti anti Bolkestein: perchè di nuovo in piazza

15 marzo 2017 ore 16:33, Luca Lippi
Anche oggi commercianti e ambulanti si sono riuniti per protestare a Roma contro la direttiva Bolkestein, l'atto approvato dalla Commissione europea nel 2006 che intende favorire la libera circolazione dei servizi e l'abbattimento delle barriere tra i vari Paesi. 
All'origine della protesta vi è la parte della direttiva che riguarda l'obbligo di messa al bando delle concessioni in scadenza di spazi pubblici e beni demaniali, dunque il punto che prevede la messa a gara di tutte le postazioni sul suolo pubblico.
Da qui, la suddivisione in uteriori due categorie di "contestarori" all’interno della medesima direttiva:
-Gli imprenditori balneari, che rischiano di perdere le concessioni a causa della direttiva (magari dopo avere affrontato spese di ammodernamento che per il settore sono tutt’altro che irrilevanti). In sostanza le loro concessioni andrebbero all'asta attraverso gare aperte a tutti con un'evidenza pubblica. La recente sentenza della Corte di Giustizia, che ha sanzionato la pratica del rinnovo automatico delle concessioni, ha cstretto il governo a intervenire con un disegno di legge delega approvato dal Consiglio dei ministri alla fine di gennaio sul riordino della normativa sulle concessioni demaniali per spiagge ad uso turistico-ricreativo. Tale normativa, che verrà sottoposta all'esame del Parlamento, dovrà prevedere criteri e modalità di affidamento delle concessioni mediante procedure di selezione.
- I commercianti da strada sono più o meno sulla stessa linea degli imprenditori balneari. Gli ambulanti chiedono che il governo intervenga per escludere la categoria dall'obbligo di messa al bando delle concessioni pubbliche previsto dalla direttiva. Non un rinvio quindi, come stabilito dal decreto milleproroghe che proroga di fatto le concessioni in essere e in scadenza entro luglio 2017 fino al 31 dicembre 2018, ma un'esclusione totale della categoria dall'ambito di applicazione della Bolkestein. Gli ambulanti infatti accusano il governo di aver emanato una proroga 'ghigliottina' in quanto prevede che entro la fine dell'anno prossimo gli Enti locali dovranno organizzarsi per il rilascio delle nuove concessioni.

Ambulanti anti Bolkestein: perchè di nuovo in piazza
 

LA DIRETTIVA BOLKESTEIN 
Fa parte degli atti legislativi dell’Unione Europea da 13 anni. Presentata dalla Commissione europea nel febbraio 2004, è stata approvata ed emanata due anni dopo. Identificata anche come “Direttiva sui servizi dell’Ue”, la Bolkestein è finita più volte nel mirino di professionisti, artigiani e commercianti.
- Cosa prevede la direttiva: alla base della direttiva Bolkestein ci sono 3 pilastri: fiducia reciproca tra gli Stati, libera circolazione dei servizi, libertà di stabilizzarsi in un altro Paese per fare impresa. La direttiva si basa sul principio del Paese d’origine. Chi presta servizi e si sposta in un altro Paese europeo, deve rispettare le condizioni dello Stato di provenienza.
- Ambiti di applicazione: la direttiva, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il 27 dicembre 2006, copre un’ampia gamma di servizi. Tra questi ci sono il commercio al dettaglio e all’ingrosso, le attività legali e fiscali, la prestazione d’opera di architetti e gli ingegneri.
-La sindrome dell’idraulico polacco: durante l’iter che portò all’approvazione della direttiva Bolkestein, i francesi furono tra i più attivi sul fronte delle proteste. I timori di perdere le tutele vennero rappresentate dall’idraulico polacco. La domanda degli artigiani era semplice: “Chi avrebbe più ingaggiato un francese, se per riparare lo stesso tubo c’era subito a disposizione un idraulico polacco disposto a fare il lavoro per un decimo del prezzo?”
-Le recenti proteste in Italia: il “No alla Bolkestein” è il mantra dei venditori ambulanti italiani. Lo hanno urlato con forza davanti al Senato e lo hanno scritto sugli adesivi che colorano bancarelle e camioncini. La preoccupazione principale dei nostri venditori è fondamentalmente una: al bando per il rinnovo delle licenze, potranno partecipare i loro colleghi di tutta Europa. Il Senato ha deciso che tutte le concessioni in essere scadranno a fine 2018. Ma la misura non accontenta tutti.
-Perché si chiama così: la direttiva Bolkestein prende il nome dell'ex commissario olandese Frederik "Frits" Bolkestein, considerato il “padre” della proposta originaria. Commissario per il Mercato Interno, la Tassazione e l'Unione Doganale nella commissione Prodi, Bolkestein ha recentemente sollevato critiche sull’Euro e l’Eurozona. Del testo originario scritto da Bolkestein, in realtà, rimane ben poco; la normativa è passata più volte rivista dal Parlamento Europeo.

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autore / Luca Lippi
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