Officina per l'Italia. Cozzoli (Ipp): “Mauro e Casini? Monti ha ottenuto il massimo al centro. Insieme alla Meloni per nuovo cdx”

15 novembre 2013 ore 14:08, intelligo
Officina per l'Italia. Cozzoli (Ipp): “Mauro e Casini? Monti ha ottenuto il massimo al centro. Insieme alla Meloni per nuovo cdx”
di Marco Guerra Domenica 17 novembre ci sarà un’altra tappa che farà da crocevia nella magmatica area del centro-destra italiano. Al teatro Sistina di Roma sarà presentato il manifesto di 'Officina per l'Italia'. Una "piattaforma"  programmatica su cui, insieme a Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, confluiranno anche diverse componenti del mondo moderato-popolare. “La scelta di campo è quella giusta perché saremo sempre alternativi alla sinistra”, spiega ad Intelligonews, Ignazio Cozzoli, consigliere comunale di Roma Capitale ex segretario romano dell’Udc che ha dato vita, con altri quadri del partito di Casini, a ‘Idee più Popolari’, movimento guidato da Luciano Ciocchetti. Insomma ci siamo, domenica presenterete il manifesto politico di Officina per l' Italia.  Perché Idee più Popolari ha deciso di aderire a questa costituente di un nuovo centro destra? "Riteniamo necessario un nuovo contenitore di centrodestra animato da aeree culturali diverse ma che hanno radici ben piantate e molto da dire riguardo a ciò che serve all’Italia e agli italiani". Fratelli d’Italia sembra l’azionista di maggioranza di questa nuova aggregazione. Nessuna paura di sbandare a destra ? "Abbiamo fatto una scelta chiara nel momento in cui si è decretato il destino dell’Udc, decidendo di stare nel centro-destra; siamo convinti che il campo sia quello giusto. I moderati devono essere alternativi all’area socialista come avviene in tutta Europa. Poi ci siamo avvicinati a Fratelli d’Italia perché volevano un centro-destra con metodi diversi, soprattutto per quanto riguarda la selezione della classe dirigente; e devo dire che non sono affatto pentito: ho trovato una grande preparazione e voglia di fare nei quadri e negli amministratori di Fdi con cui sto collaborando per dare vita alla Costituente. Dunque, direi proprio che non abbiamo alcuna paura di assorbimenti o di morire di destra. C’è molta voglia di crescere, ognuno con la propria storia e identità. Se poi invece ci siamo sbagliati toglieremo il disturbo".  Quindi l’accordo con la nuova An che tenta di resuscitare Storace non si farà mai… "Anzitutto non credo che dipenda solo da Storace resuscitare Alleanza nazionale. Un simbolo che ha funzionato bene nel passato non è detto che funzioni ora e, fra l’altro, noi siamo assolutamente contrari a ‘operazioni nostalgia’. È folle pesare che basta riporre un simbolo sulla scheda per riottenere consensi oltre il 10%. Tuttavia, anche se sono seccato da alcuni toni di Storace, non abbiamo alcun problema a dialogare con chi proviene dalla destra sociale. Abbiamo governato insieme alla regione  e, d’altra parte, dentro An c’era una grande componete cattolica ex democristiana. Ma se Storace pensa di fare un soggetto che guarda solamente a destra, radunando anche i vari Romagnoli, è evidente che non sta guardando verso Officina per l’Italia". Dica la verità, avete la velleità di mettere insieme le ceneri del centro-destra dopo la caduta di Berlusconi… "Sono abbastanza ottimista perché se il progetto rimane sui binari di un ampliamento su criteri  meritocratici e democratici ci sono grandi spazi da conquistare. Il partiti monarchici non posso più funzionare, basta assistere a cosa sta succedendo nel Pdl. Congressi e primarie stanno alla base dei metodi che intende darsi la Costituente. Se usciremo da questo seminato saremo destinati al fallimento anche noi". Ora aderite ad Officina per l’Italia, ma la componente cattolica che rappresentate non sente il richiamo delle colombe del Pdl e dei fuoriusciti di Lista civica, che potrebbero presto formare un sedicente Partito popolare italiano? "Rifare un soggetto moderato-liberale  ha senso solo se si azzera l’attuale classe politica che intende  rappresentarlo, ma queste condizioni non ci sono visto che tale iniziativa parte proprio da soggetti come Casini e Mauro. E poi l’area liberale ha un nome e si chiama Pdl e non credo che avranno la forza di scalzare il suo padre padrone (Berlusconi ndr) fin che sarà in vita.  Invece, per quanto riguarda la possibilità di creare un partito di centro, da ex dirigente dell’Udc ritengo che il massimo che può raccogliere un movimento politico che si pone tra i due poli è stato ottenuto dalla Lista civica di Monti. In un Italia bipolare è impossibile andare oltre quel 10%". Voi invece avete scelto di stare con un volto giovane e in ascesa, quello della Meloni. Se mai si terranno delle primarie del centro-destra sareste pronti ad appoggiare una sua candidatura? "Il carisma di Giorgia Meloni è il motivo principale per cui abbiamo deciso di aderire ad Officina per l’Italia. Abbiamo una piattaforma di valori e proposte molto condivisa. Sebbene giovanissima, Giorgia ha le idee chiare per ridare la fiducia ai cittadini. Ad esempio la battaglia sulle pensioni  d’oro è sacrosanta. Tutti sanno benissimo che la Consulta si è pronunciata in conflitto di interessi quando ha deciso sull’incostituzionalità del contributo di solidarietà.  Si è deciso di non toccare i privilegi di una casta di burocrati che sta ricevendo molto di più di quanto ha versato, a scapito di un’intera generazione che non vedrà mai la pensione. Insomma c’è bisogno di qualcuno che riporti al centro del dibattito le vere priorità degli italiani, che sono il sostegno alle giovani coppie e alle famiglie, e non l’istituzione del registro delle unioni civili proposto dai sindaci come Marino".  
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