Eredità Sordi, chiesti dieci rinvii a giudizio

15 settembre 2014 ore 17:09, intelligo
Eredità Sordi, chiesti dieci rinvii a giudizio
Dieci rinvii a giudizio per l’accusa di circonvenzione di persona incapace e ricettazione. E’ la richiesta del pubblico ministero Eugenio Albamonte al termine dell’inchiesta sull’eredità di Alberto Sordi che vede come persona offesa la sorella ultranovantenne del grande attore Aurelia Sordi.
Secondo le conclusioni del magistrato, dovrebbero andare a processo l’ex autista di Sordi, due avvocati e un notaio. Oltre a loro potrebbero essere processati anche sei dipendenti della sorella dell’attore che, secondo l’accusa, avrebbero ricevuto in diverse occasioni cospicue somme di denaro varianti dalle 150mila alle 400mila euro. Per tutti l’ipotesi di reato è di aver concorso in circonvenzione di incapace. L'inchiesta cominciò nel febbraio dello scorso anno dopo che il direttore di una filiale della Banca popolare di Sondrio segnalò alla Procura della Repubblica operazioni fatte sui conti correnti di Aurelia Sordi – sostiene l’accusa - ad opera dell’ex autista, già alle dipendenze dell'attore che era rimasto alle dipendenze della sorella la quale gli aveva rilasciato due deleghe per operare sui suoi conti bancari. Nel corso dell'inchiesta è stata disposta una perizia medico-legale nell’ambito di un incidente probatorio dalla quale è emerso che Aurelia Sordi è incapace di intendere e di volere. Secondo le conclusioni dell'indagine il raggiro subito dalla donna sarebbe superiore ai 2 milioni e mezzo di euro.
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